“Controllati oggi, vivi domani”: parte la nuova campagna contro il tumore al seno

Sensibilizzare, informare e soprattutto salvare vite. Con questo obiettivo l’associazione altoatesina Mamazone Alto Adige lancia la nuova campagna di diagnosi precoce 2026: otto messaggi chiari e diretti diffusi sui social media per ricordare alle donne quanto sia fondamentale prendersi cura della salute del proprio seno.

I numeri parlano chiaro. Una donna su otto riceve nel corso della vita una diagnosi di Tumore al seno. In Italia ogni anno circa 55.000 donne si confrontano con questa malattia, mentre in Alto Adige i casi sono circa 400. Nonostante l’aumento dell’incidenza a livello globale, la mortalità continua però a diminuire grazie ai progressi della medicina e soprattutto alla diagnosi precoce.

Proprio su questo punto si concentra la nuova iniziativa, che si ricollega alla campagna “Check Yourself” del 2025. Per il 2026 Mamazone ha scelto di puntare su otto messaggi chiave, pensati per stimolare domande, rompere tabù e incoraggiare la prevenzione. Tra questi: “Sono troppo giovane per il tumore al seno?”, “Sai quali rischi corri?”, “Il tumore al seno non fa distinzioni”, “Perché io valgo”, “Sono 1 donna su 8?” e “Tumore al seno – la diagnosi precoce ti salva la vita”.

L’obiettivo è raggiungere donne di tutte le età e spingerle a non rimandare i controlli. La campagna verrà diffusa per tutto il 2026 attraverso i social media, una scelta precisa per intercettare il pubblico nella vita quotidiana.

“Puntiamo in modo mirato sui social media perché siamo convinte di raggiungere così le donne là dove si trovano ogni giorno. In questo modo possiamo rivolgerci a tutte le fasce d’età e diffondere ampiamente i messaggi”, spiegano Erika Laner e Martina Ladurner di Mamazone.

Un punto centrale riguarda anche le donne più giovani, spesso convinte che la malattia riguardi solo età più avanzate. Secondo la dottoressa Sonia Prader, primaria di ginecologia presso l’ospedale di Bressanone e Vipiteno, è invece fondamentale iniziare presto con l’autopalpazione del seno.

Nei distretti sanitari dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige vengono organizzati corsi MamaCare, durante i quali infermiere specializzate insegnano alle partecipanti a conoscere meglio il proprio corpo e a riconoscere eventuali cambiamenti.

La prevenzione passa anche dalla consapevolezza dei fattori di rischio: la presenza di casi in famiglia, l’età del primo ciclo mestruale, il numero di figli e la durata dell’allattamento, l’uso della pillola anticoncezionale, lo stile di vita, l’attività fisica e il consumo di alcol.

Anche la medicina continua a evolversi. Il professor Christian Marth, già direttore della ginecologia della clinica universitaria di Innsbruck, sottolinea l’importanza dello screening: la malattia non può essere prevenuta, ma può essere individuata molto prima.

“La mammografia rimane il pilastro più importante dello screening”, spiega Marth. “L’ecografia è un eccellente complemento, soprattutto nelle donne giovani. In futuro tecnologie come l’intelligenza artificiale, la risonanza magnetica o la mammografia con mezzo di contrasto miglioreranno ulteriormente la diagnosi”.

Con la campagna 2026 Mamazone punta dunque su una sensibilizzazione costante e su un’informazione accessibile a tutte. Il messaggio è semplice ma potente: conoscere il proprio corpo, fare controlli regolari e non avere paura della prevenzione può fare la differenza tra una diagnosi tardiva e una vita salvata.

Foto, da sx: Erika Laner, Christian Marth, Sonia Prader e Martina Ladurner