La Corte Costituzionale italiana torna a sollecitare il governo: basta pagamenti rateizzati e ritardi nella liquidazione al termine del servizio per i dipendenti pubblici. Secondo l’ordinanza depositata il 5 marzo, entro il 14 gennaio 2027 dovrà essere approvata una riforma per eliminare gradualmente i meccanismi che causano il ritardo.
L’assessora provinciale al Personale, Magdalena Amhof, esprime soddisfazione: “La pratica dei pagamenti scaglionati e ritardati è incostituzionale e la Consulta lo ha ribadito con assoluta chiarezza. Lo Stato non deve trattenere le somme che i lavoratori e le lavoratrici hanno anticipato di tasca propria e che spettano loro alla fine del servizio.”
In Provincia di Bolzano si lavora già da tempo a una soluzione che consenta di anticipare ai dipendenti pubblici le somme dovute. Le modifiche necessarie a livello di contratto collettivo sono ormai in dirittura d’arrivo.
Le norme introdotte dal governo Monti per il pagamento ritardato della liquidazione, nonostante precedenti richiami della Corte Costituzionale nel 2019 e nel 2023, non sono ancora state modificate in modo sostanziale a livello statale.