Scontro politico acceso sul dossier Iran e sul ruolo dell’Italia nello scenario internazionale. A puntare il dito contro le opposizioni è la senatrice Michaela Biancofiore, presidente del gruppo Civici d’Italia, Nm, Udc, Maie, intervenuta in Aula durante le comunicazioni del Governo sulla richiesta di aiuto avanzata dai Paesi del Golfo.
Secondo la parlamentare, le opposizioni avrebbero perso ancora una volta l’occasione per dimostrare senso di responsabilità in un momento delicato sul piano geopolitico. “Finti gossip, cabaret, lo schifo degli attacchi personali”, ha denunciato Biancofiore, esprimendo al contempo solidarietà ai ministri Guido Crosetto e Antonio Tajani per gli attacchi ricevuti.
Nel mirino della senatrice anche le critiche rivolte alla premier Giorgia Meloni, definita dalle opposizioni “marginale” nello scenario internazionale. Una lettura che Biancofiore respinge con decisione, accusando i partiti avversari di non comprendere “la gravità del momento” mentre il Governo sarebbe impegnato in una “nobile causa”, quella di sostenere il popolo iraniano dopo la caduta di quello che definisce “un dittatore, un tiranno”.
La parlamentare contesta inoltre l’idea che l’Italia avrebbe dovuto assumere toni più allarmistici sulla crisi. “Cosa avrebbe dovuto fare Meloni? Dichiarare davanti alle telecamere, alla maniera di Conte, che rischiamo un attacco atomico anche se non è vero? Oppure dire che siamo nell’ora più buia quando l’Italia non è in guerra?”, ha affermato, attaccando direttamente l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte e ricordando le restrizioni adottate durante la pandemia di COVID-19.
Biancofiore ha poi difeso la scelta di riservatezza dell’amministrazione americana guidata da Donald Trump sull’operazione contro il regime iraniano, sostenendo che la prudenza sarebbe stata necessaria per garantirne il successo ed evitare fughe di notizie.
Nel suo intervento la senatrice ha anche criticato quello che definisce il “doppio standard” delle opposizioni quando invocano il diritto internazionale. Tra gli esempi citati, l’intervento militare in Libia condotto da Francia e Stati Uniti senza mandato delle Nazioni Unite. Un’istituzione che, secondo Biancofiore, oggi sarebbe difficile da riconoscere “se a trazione Albanese”, riferimento alla relatrice speciale Francesca Albanese.
Non è mancato un passaggio polemico anche su Matteo Renzi, definito “politico ma non statista” e paragonato a Willy il Coyote nell’inseguire Meloni. Biancofiore ha ricordato inoltre la visita dell’ex presidente iraniano Hassan Rouhani in Italia durante il governo Renzi, quando furono coperti alcuni nudi delle opere d’arte nei musei romani.
“La verità – ha concluso la senatrice – è che ancora una volta le opposizioni hanno perso l’occasione di dimostrare di lavorare nell’interesse della nazione, che protegge i suoi cittadini, collabora con gli alleati e si impegna per fermare l’escalation”.
Foto, Michaela Biancofiore