Le imprese altoatesine sono pronte a fare la loro parte, ma sulle questioni abitative dei lavoratori la politica provinciale sembra remare contro. CNA Alto Adige Südtirol torna a sottolineare come gli ostacoli oggi non siano di volontà, ma di norma: la deliberazione provinciale n. 629 del 25 luglio 2023, che dovrebbe agevolare la realizzazione di alloggi temporanei in zone produttive, finisce spesso per bloccare i progetti sul nascere.
Il nodo principale riguarda l’obbligo di realizzare gli alloggi all’interno degli edifici con superficie produttiva prevalente, un requisito quasi impossibile da rispettare per molte imprese artigiane che già lottano per lo spazio operativo. Alle difficoltà fisiche si aggiungono quelle tecniche ed economiche: finestre, bagni, impianti e isolamento acustico diventano veri e propri ostacoli burocratici, rendendo l’adattamento dei locali esistente quasi impraticabile.
Non basta. I limiti di cubatura per i servizi previsti nei piani dei lotti produttivi impediscono spesso di inserire nuove abitazioni, anche quando lo spazio fisico ci sarebbe. CNA chiede che le quote possano essere incrementate, come già fatto altrove, e propone inoltre di allungare il limite massimo di permanenza da 12 mesi a tre anni, in linea con i tempi reali del mercato immobiliare locale.
“Le nostre aziende sono attente a garantire un alloggio dignitoso ai lavoratori, ma serve che le regole lo consentano realmente”, spiega la direttrice di CNA Alto Adige Südtirol, Lorena Palanga. E il presidente Cristiano Cantisani aggiunge: “Siamo i primi a voler dare un tetto ai nostri dipendenti, ma senza modifiche legislative restiamo con le mani legate: senza alloggi, non c’è manodopera; senza manodopera, le imprese non possono lavorare”.
Il messaggio è chiaro: volontà e responsabilità ci sono, ma la norma oggi è un freno, e senza un intervento politico concreto il problema degli alloggi temporanei rischia di restare una promessa irrealizzabile. CNA invita dunque a passare dalle dichiarazioni d’intenti alla pratica concreta, trasformando il dibattito in azione e non lasciando le aziende in balia di vincoli burocratici che ostacolano la vita reale dei lavoratori.
Foto, Cristiano Cantisani