Parlare di morte per vivere meglio: a Merano arriva il Death Café

Un incontro per confrontarsi apertamente su quello che viene spesso definito l’ultimo grande tabù della nostra società: la morte. Giovedì 5 marzo 2026, alle ore 18, al Centro per la Cultura di Merano (Via Cavour-Straße 1), si terrà un nuovo appuntamento con il Death Café, a ingresso libero.

“La consapevolezza della morte ci incoraggia a vivere”, scrive Paulo Coelho. È da questa riflessione che prende forma l’iniziativa: un momento di dialogo senza obiettivi o temi prefissati, pensato come spazio di ascolto empatico e confronto conviviale, in cui ogni partecipante può condividere liberamente pensieri, domande ed esperienze.

Sempre più studiosi sottolineano come le culture in cui la morte è diventata un tabù risultino meno felici e meno libere. Un’affermazione forte, che invita però a ripensare il modo in cui la società contemporanea affronta – o evita – un destino che accomuna tutti. Il Death Café nasce proprio con l’intento di riportare questo tema nella dimensione del dialogo pubblico, senza approcci terapeutici o finalità religiose, ma come occasione di consapevolezza individuale e collettiva.

L’incontro di Merano si inserisce nella rete internazionale dei Death Café organizzati secondo le linee guida del progetto Death Cafe, creato dal programmatore britannico Jon Underwood sulla base del modello teorico elaborato dal sociologo e antropologo svizzero Bernard Crettaz. In numerosi Paesi questi appuntamenti propongono spazi informali di confronto per normalizzare la conversazione sulla fine della vita.

A facilitare il cerchio di dialogo sarà Giorgio Degasperi, regista teatrale e facilitatore di ispirazione sistemica, da anni impegnato sui temi dello sviluppo di comunità sotto il profilo artistico e sociale. L’organizzazione è curata dallo stesso Degasperi in collaborazione con la cooperativa culturale Mairania 857.

L’ingresso è libero. Un’occasione per fermarsi, ascoltare e provare a trasformare un tema spesso rimosso in un momento di consapevolezza condivisa.