Accoglienza, scontro a Bolzano: OMAS GEGEN RECHTS critica Corrarati, il Sindaco chiarisce le sue dichiarazioni

Cresce il confronto politico sul tema dell’accoglienza dopo le dichiarazioni del sindaco di Bolzano, Claudio Corrarati, riportate dalla stampa locale. A contestarle con una lettera aperta è il movimento Omas gegen Rechts Bozen-Bolzano, che ha espresso “stupore” per le parole del primo cittadino riferite alle migliaia di manifestanti pacifici scesi in piazza contro “esternazioni e rivendicazioni di matrice fascista”, come segnalato dall’articolo dell’Alto Adige del 2 marzo, intitolato “Adesso accoglieteli”.

OMAS GEGEN RECHTS BOZEN-BOLZANO critica in particolare l’invito rivolto ai manifestanti ad accogliere personalmente migranti, definito “rivolto alle persone sbagliate”. Il movimento sottolinea come molti partecipanti siano cittadini di Bolzano e dei comuni limitrofi già impegnati da anni in attività di inclusione e integrazione, realtà che – secondo la loro analisi – starebbero raggiungendo i propri limiti, anche a causa della mancanza di misure adeguate da parte di Comune e Provincia in materia di alloggio, assistenza e integrazione sostenibile.

La lettera denuncia inoltre l’uso ricorrente di termini come “emergenza” e di strumenti ritenuti repressivi come il “daspo”, giudicati insufficienti rispetto alla complessità delle situazioni vissute da persone arrivate in condizioni spesso drammatiche. Si ricorda anche la chiusura prevista dell’ex Ali-Market a fine marzo, che comporterà la perdita del posto letto per circa 90 lavoratori. La lettera invita il sindaco a rivolgere i propri appelli a chi ha responsabilità istituzionali, “quindi anche a Lei stesso e ai Suoi colleghi in ambito comunale e provinciale”, sottolineando che accoglienza e integrazione sono compiti primari delle istituzioni pubbliche.

In risposta a quanto apparso sulla stampa, il sindaco Corrarati ha diffuso una nota congiunta insieme al Gruppo consiliare La Civica per Bolzano e al presidente del movimento politico La Civica per Bolzano, Roberto Zanin. Nella nota si precisa che le dichiarazioni pubblicate sono state oggetto di “una evidente semplificazione e manipolazione interpretativa e mediatica”. Corrarati, si sottolinea, non avrebbe mai formulato un invito all’ospitalità privata né trasformato un principio politico in un obbligo personale: il riferimento era esclusivamente al modello di accoglienza diffusa e alla necessità di una distribuzione più equilibrata tra i 116 Comuni della provincia.

Il documento ricorda che l’Alto Adige conta circa 540.000 abitanti e che i richiedenti protezione internazionale presenti sul territorio sono alcune centinaia. La distribuzione attuale non risulterebbe omogenea: Bolzano concentrerebbe la quota maggiore delle presenze, mentre in molti Comuni delle valli i numeri sarebbero molto bassi o pari a zero. Il piano provinciale di redistribuzione coinvolgerebbe progressivamente oltre 90 Comuni, con l’assegnazione dei nuclei familiari proporzionata alla popolazione residente e alla disponibilità abitativa, per evitare concentrazioni e garantire una gestione sostenibile dei servizi sociali, scolastici e abitativi. Fino a oggi, sottolineano Corrarati e il suo gruppo, sarebbe stata la città di Bolzano a farsene carico, con relativi impatti sul piano sociale e della sicurezza.

Il richiamo del sindaco era dunque riferito a una responsabilità istituzionale condivisa tra territori e non a un invito individuale. La nota congiunta ribadisce infine la disponibilità al confronto con Provincia e Comuni per una gestione “trasparente, proporzionata e coerente” con le capacità di ciascun territorio, sottolineando che Bolzano “non può farsi carico dell’intero contesto provinciale”.

Il confronto resta aperto, tra le richieste di un’assunzione diretta di responsabilità a livello comunale avanzate da OMAS GEGEN RECHTS BOZEN-BOLZANO e l’insistenza di Corrarati e del suo gruppo sul principio di redistribuzione equilibrata a livello provinciale.

Foto, Claudio Corrarati