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Bolzano non è terra di provocazioni: Unterberger chiede lo scioglimento di Casapound

Bolzano torna al centro di un dibattito che intreccia diritto, storia e politica. La senatrice Julia Unterberger lancia un appello diretto al Ministro dell’Interno Piantedosi: sciogliere Casapound Italia e vietare la manifestazione annunciata il 28 febbraio nella città altoatesina.

Il punto di partenza è una sentenza recente del Tribunale di Bari, che ha condannato 12 militanti di Casapound per una grave aggressione ai danni di attivisti di sinistra, riconoscendo ufficialmente la natura fascista dell’organizzazione. Per Unterberger, non si tratta solo di responsabilità individuali: la pronuncia richiama direttamente il divieto costituzionale di riorganizzazione del partito fascista previsto dalla Legge Scelba, norma su cui la condanna si fonda.

La senatrice della SVP non usa mezzi termini: Bolzano e il Sudtirolo non possono diventare palcoscenico per la destra estrema e nazionalista. L’iniziativa annunciata, finalizzata alla cosiddetta “remigrazione”, è definita da Unterberger un progetto che richiama sinistramente le leggi razziali del 1938, in aperto contrasto con i principi costituzionali e con i valori antifascisti su cui si fonda la Repubblica.

Con tono polemico, Unterberger mette in guardia il Governo: la difesa dell’ordine democratico non può essere subordinata a calcoli politici o al timore di concorrenza elettorale. La coerenza nell’applicazione delle leggi e la tutela dei valori antifascisti rappresentano il vero banco di prova della credibilità dello Stato di diritto.

In un momento in cui la storia del territorio e della Repubblica sembra richiamare con forza alla memoria, le parole di Unterberger sono un monito chiaro: Bolzano non deve diventare terreno di provocazioni neofasciste, né spazio per ideologie che mettono in discussione i diritti e la dignità di tutti i cittadini.

Foto, Julia Unterberger