Alto Adige. La burocrazia non si tocca

Edilizia abitativa, borse di studio, prestazioni sociali, tariffe agevolate, aiuti alle famiglie: chi in Alto Adige chiede un contributo pubblico deve prima passare dal rituale — tutt’altro che snello — della dichiarazione reddituale e patrimoniale. Oggi gli strumenti sono due: DURP (Dichiarazione unificata di reddito e patrimonio) e ISEE. Il risultato? Un doppio binario che continua a complicare la vita a cittadini, CAF e servizi sociali. E che, nonostante mesi di analisi, resterà tale.

Nelle ultime settimane un gruppo di lavoro guidato dall’Ufficio Anziani e distretti sociali ha valutato l’ipotesi di unificare o almeno armonizzare i due strumenti. Sul tavolo, numeri non marginali: 72 prestazioni provinciali sono attualmente legate alla DURP. Eppure, al termine del lavoro preliminare, la Giunta provinciale ha deciso — già a fine 2025 — di mantenere entrambi i sistemi. Una scelta motivata, secondo l’assessora Rosmarie Pamer, da esigenze di “flessibilità” e “accuratezza”. Tradotto: meglio la complessità nota di un salto nel buio verso una vera semplificazione.

La decisione è stata illustrata ieri, 3 febbraio durante un incontro con rappresentanti di CAF, patronati, servizi sociali, parti sociali e Consulta per la famiglia. La direttrice d’ufficio Brigitte Waldner ha spiegato che un passaggio completo dalla DURP all’ISEE garantirebbe solo in parte che gli stessi beneficiari ricevano le stesse prestazioni. Le ragioni sono tecniche, ma note: diversa composizione dei nuclei familiari, differenti detrazioni fiscali, vincoli normativi statali non modificabili. Senza contare — ed è forse il nodo più politico — la dipendenza dalle scelte dello Stato, spesso lontane dalla specificità altoatesina.

In questo quadro si inserisce la decisione di lasciare ai singoli settori la libertà di scegliere se e quando passare dalla DURP all’ISEE. Una soluzione “a macchia di leopardo” che tutela l’autonomia amministrativa, ma rischia di aumentare la confusione per chi deve presentare le domande.

Sul fronte famiglie, almeno, una certezza resta: l’ISEE continuerà a essere il documento di riferimento per le prestazioni familiari, in particolare per l’assegno provinciale per i figli. “Vogliamo evitare un ulteriore onere alle famiglie, già tenute a presentare l’ISEE per l’assegno unico statale”, ha sottolineato Pamer. Un principio condivisibile, che però evidenzia il paradosso: la semplificazione è possibile, ma solo a pezzi.

Durante l’incontro è stato ribadito che occorre investire nello sviluppo della DURP, soprattutto sul fronte digitale: interfacce migliori, integrazione dei dati già in possesso dell’amministrazione, meno documenti da caricare e ricaricare. Per ora, però, la realtà resta questa: due strumenti, due logiche, un solo cittadino chiamato a districarsi nella burocrazia. E la sensazione che, ancora una volta, la semplificazione possa aspettare.

Foto/c-USP/Hannes Wisthaler