Merano aggiorna la mappa dell’accessibilità e mette sul tavolo numeri, priorità e costi. Su incarico del Comune, la cooperativa sociale independent L. ha completato una nuova e sostanziale integrazione del PEBA, il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche, rafforzando uno strumento che da anni dovrebbe guidare le scelte urbanistiche e sociali della città.
«Ora disponiamo di uno strumento aggiornato per proseguire il programma di interventi volti a migliorare l’accessibilità degli edifici e degli spazi pubblici e a garantire una piena inclusione sociale per tutte le cittadine e tutti i cittadini», ha dichiarato la sindaca Katharina Zeller, rivendicando l’impegno dell’amministrazione verso una Merano più equa e accogliente. Parole che segnano una direzione chiara, ma che chiamano anche a una responsabilità politica concreta: avere un piano è essenziale, attuarlo lo è ancora di più.
L’integrazione del PEBA ha riguardato l’analisi di 55 ulteriori strutture comunali, andando ad ampliare un percorso pluriennale già avviato. «Le verifiche – spiega l’assessore ai servizi sociali e ai lavori pubblici Stefan Frötscher – hanno permesso di individuare le barriere architettoniche ancora presenti, proporre soluzioni di adeguamento e stimarne i costi, così da programmare interventi mirati e realistici».
I risultati parlano chiaro. Come illustrato da Günther Ennemoser, responsabile di progetto di independent L., 17 edifici rientrano nella Categoria A, con necessità di interventi prioritari; 19 nella Categoria B, con criticità da correggere; 21 nella Categoria C, considerati complessivamente accessibili. Il costo stimato per l’adeguamento delle strutture analizzate ammonta a circa 2,7 milioni di euro: una cifra importante, ma che misura il divario ancora esistente tra il diritto all’accessibilità e la sua reale applicazione.
Particolare attenzione viene richiesta per alcuni luoghi simbolici e strategici della vita cittadina: parchi e aree gioco centrali come il Parco Elisabetta e il Parco Tessa, impianti sportivi e spazi ricreativi nei quartieri, sei edifici comunali e fermate degli autobus nel cuore della città, da piazza Teatro a corso Libertà. Spazi che dovrebbero essere, per definizione, di tutti, ma che ancora oggi non lo sono pienamente.
Accanto agli interventi strutturali, il progetto guarda anche al futuro: uno strumento digitale condiviso per il monitoraggio del PEBA, la verifica dell’accessibilità del sito web comunale e l’analisi dei parcheggi riservati alle persone con disabilità dotati di sensori. Segnali di una visione più ampia dell’accessibilità, che non si limita ai gradini da eliminare, ma include orientamento, autonomia e accesso ai servizi digitali.
Il PEBA aggiornato è dunque una base solida. Ora la sfida è politica: trasformare analisi e stime in cantieri, scadenze e scelte di bilancio. Perché l’inclusione, a Merano come altrove, non si misura nei documenti approvati, ma negli spazi che diventano finalmente vivibili per tutte e tutti.
Foto, da sinistra: la sindaca Katharina Zeller, l’assessore al sociale Stefan Frötscher, Günther Ennemoser e Diego Visintin della cooperativa sociale independent L.