Tre ore di ritardo valgono oro, il Parlamento europeo difende i passeggeri

Il Parlamento europeo ha detto sì alla linea dura: anche con la nuova proposta di aggiornamento del Regolamento UE 261/2004, il ritardo minimo per far scattare il diritto alla compensazione pecuniaria resta tre ore, e non quattro come vorrebbe il Consiglio. La votazione di ieri, mercoledì 21 gennaio, ha visto 632 favorevoli, 15 contrari e 9 astenuti, confermando la volontà di rafforzare le tutele dei viaggiatori aerei.

Il Regolamento 261/2004 tutela da anni passeggeri italiani ed europei in caso di ritardi, cancellazioni, negato imbarco e disservizi vari, e per realtà come ItaliaRimborso rappresenta un punto di riferimento quotidiano per assistere chi vuole far valere i propri diritti. La novità approvata dal Parlamento punta a modernizzare alcune regole, mantenendo però linee rosse precise: tre ore di ritardo, compensazioni tra 300 e 600 euro e diritto a portare a bordo un bagaglio a mano e un oggetto personale senza costi aggiuntivi.

Secondo il relatore Andrey Novakov (PPE, Bulgaria), “Il Parlamento è pronto a rafforzare i diritti dei passeggeri, senza indebolirli. La soglia delle tre ore, i livelli di compensazione e le garanzie effettive restano linee rosse”. Dello stesso avviso il CEO di ItaliaRimborso, Felice D’Angelo, che sottolinea l’importanza di un accordo europeo chiaro: “Ogni giorno assistiamo migliaia di passeggeri. L’aggiornamento del RE 261/2004 rappresenta un riferimento certo, ma attendiamo con attenzione le decisioni del Consiglio. Auspichiamo buon senso a tutela dei viaggiatori”.

Il Parlamento europeo non si ferma: ora il testo approvato passa al Consiglio, che ha già manifestato l’intenzione di spostare la soglia di ritardo a quattro ore, riducendo così di fatto il numero di passeggeri aventi diritto alla compensazione – secondo i dati di ItaliaRimborso, circa il 70%. Se le parti non troveranno un accordo, scatterà la costituzione di un Comitato di Conciliazione, con 27 membri per ciascun organismo, che avrà sei settimane (prorogabili a otto) per trovare un compromesso. In caso di fallimento, resterà in vigore l’attuale normativa del 2004.

Oltre ai ritardi, l’aggiornamento tocca anche posti gratuiti per minori, regole sui bagagli e circostanze eccezionali in caso di cancellazioni. L’obiettivo dichiarato del Parlamento e della Commissione Trasporti è chiaro: rafforzare i diritti dei passeggeri e rendere le regole più trasparenti e prevedibili, senza sacrificare la sicurezza o l’efficienza del trasporto aereo.

Per i viaggiatori, quindi, resta la linea di sicurezza: tre ore e si parte con il rimborso, un piccolo ma importante traguardo nella lunga battaglia per i diritti in volo.