Focus: Auschwitz – il Filmclub di Bolzano ricorda con due film la memoria e la Storia

Nel silenzio di una sala, a luci spente, la memoria trova voce. In occasione del Giorno della Memoria, il Filmclub di Bolzano sceglie di non limitarsi alla commemorazione, ma di proporre due opere che interrogano, quasi scuotono, lo spettatore. Un doppio appuntamento che non ricorda soltanto ciò che è stato, ma invita a riflettere su come e perché ricordiamo.

Il 27 gennaio al Capitol andrà in scena Die Ermittlung del regista tedesco Rolf Peter Kahl, un film di oltre quattro ore che affonda le proprie radici nella pièce teatrale di Peter Weiss del 1965. In tedesco con sottotitoli italiani, l’opera ricostruisce i momenti salienti dei Processi di Francoforte (1963–1965), durante i quali l’orrore di Auschwitz venne finalmente raccontato in un’aula di tribunale.
Un giudice, un avvocato difensore e un pubblico ministero ascoltano i testimoni: uomini e donne sopravvissuti, testimoni oculari dell’indicibile. Kahl trasforma quelle parole in cinema vero, nudo, asciutto, capace di restituire il peso di una memoria processuale che si fa interrogativo morale.
Alla proiezione saranno presenti il produttore Alexander van Dülmen e l’attore Wilfried Hochholdinger, volto noto di Inglourious Basterds e Babylon Berlin.

Il giorno seguente, 28 gennaio, il racconto si sposta da Auschwitz alle montagne dell’Alto Adige, dove nel secondo dopoguerra si consumò un’altra pagina inquieta della Storia. Nel documentario Nazisti in fuga, la via dei ratti, Paolo Tessadri e Marco Benvenuti ripercorrono le rotte seguite da centinaia di criminali nazisti che, alla fine del conflitto, trovarono rifugio nella regione prima di espatriare oltreoceano. Tra loro si nascondevano nomi come Erich Priebke, Adolf Eichmann e Josef Mengele.
Attraverso filmati, testimonianze e documenti, il film illumina quel lato meno conosciuto dell’Alto Adige del dopoguerra, crocevia di fughe e silenzi. Dopo la proiezione, uno storico del Centro di Storia regionale dialogherà con gli autori, offrendo uno sguardo più ampio sulla responsabilità della memoria.

Due film, due prospettive, un’unica necessità. Come afferma Rolf Peter Kahl, “lo sterminio sistematico di sei milioni di ebrei è difficilmente concepibile. Ma confrontarsi con esso può aiutarci a contrastare pregiudizi, odio e distorsioni della storia. La cosa peggiore che possa accadere è scivolare nell’indifferenza”.

A Bolzano, per due sere, il cinema si fa specchio e coscienza: un luogo dove il ricordo non si consuma nel rito, ma si rinnova nel gesto di guardare.

Foto, Die Ermittlung