In un incontro al Palazzo del Viminale, il presidente della Provincia Arno Kompatscher e l’assessora provinciale alla sicurezza Ulli Mair hanno discusso con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di sicurezza pubblica, carcere di Bolzano, centro per i rimpatri e polizia locale. Il pacchetto sicurezza del Governo è stato accolto “con favore” dalla Giunta provinciale, mentre il ministro ha fornito rassicurazioni su vari fronti, senza però indicare tempi certi per l’avvio concreto dei progetti.
Il pacchetto, secondo Kompatscher e Mair, offre strumenti nuovi per affrontare criminalità giovanile, violenza con armi da taglio, ordine pubblico e gestione dei flussi migratori. Tuttavia, resta il nodo della concretezza: il nuovo carcere di Bolzano è stato approvato in Legge di Bilancio solo nel dicembre 2025, eppure ancora si parla di “necessità di portare avanti rapidamente il progetto”, senza date precise. Analogo discorso per il Centro di permanenza per rimpatri (CPR), la cui realizzazione è annunciata come prioritaria ma ancora solo sulla carta.
Non sono mancati i temi più locali: l’uso delle lingue provinciali sulle carte d’identità resta un problema tecnico, con nomi troppo lunghi e complessità multilinguistiche ancora irrisolte. E sulla polizia locale, la legge provinciale in discussione al Consiglio punta a standard uniformi, maggiore sicurezza e accesso ai dati statali, ma anche qui le tempistiche per l’effettiva applicazione e l’efficacia concreta dei nuovi strumenti restano vaghe.
“È stato un incontro costruttivo”, ha concluso Kompatscher, sottolineando le rassicurazioni del ministro. Ma tra parole e buoni propositi, molti osservatori si chiedono se i cittadini dell’Alto Adige vedranno davvero risultati concreti a breve: carcere, CPR e riforme locali sembrano ancora lontani dal diventare realtà.
In sostanza, sul fronte della sicurezza la Provincia raccoglie promesse e accordi, ma la differenza tra annuncio e attuazione resta tutta da colmare.
Foto, Arno Kompatscher (nella foto da sinistra), il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e l’assessora provinciale alla Sicurezza Ulli Mair/c-USP