L’amministrazione comunale di Merano ribadisce il proprio impegno ad affrontare in modo strutturale il problema della falda di Sinigo, puntando su metodo, trasparenza e soprattutto su un approccio condiviso con il quartiere. Un percorso che, nelle intenzioni, vuole segnare un cambio di passo rispetto al passato, anche se tra i residenti resta una certa impazienza: l’acqua non aspetta i tempi della politica.
Durante la conferenza stampa della Giunta comunale del 21 gennaio, la sindaca Katharina Zeller e il vicesindaco Nerio Zaccaria hanno illustrato gli sviluppi più recenti. La prima riunione operativa, svoltasi la scorsa settimana in municipio, ha dato ufficialmente il via alla fase progettuale degli interventi per mitigare gli effetti della falda. Attorno al tavolo, oltre ai tecnici comunali e agli esperti incaricati, sono stati coinvolti anche rappresentanti del quartiere e alcune delle voci più critiche emerse negli anni. Un segnale di apertura che l’amministrazione rivendica come scelta precisa.
«Procedere uniti permette di affrontare più efficacemente le sfide», ha sottolineato Zaccaria, chiarendo però che il percorso dovrà comunque rispettare tempi e procedure amministrative. Una precisazione che, letta tra le righe, suona anche come un invito alla pazienza, non sempre facile per chi convive da tempo con cantine allagate e disagi ricorrenti. Il vicesindaco ha inoltre difeso il coinvolgimento del consigliere comunale Tommaso Cortellessa, incaricato di supportare il lavoro sulla falda a titolo gratuito, respingendo ogni possibile polemica sul ruolo svolto.
Un elemento positivo arriva dalla collaborazione con il Centro di Sperimentazione Laimburg, che ha manifestato disponibilità a intervenire sulla manutenzione e sull’efficienza dei canali, oltre a recuperare i piani storici per valutare eventuali ripristini. Anche qui, però, si tratta di passi preliminari: studi, verifiche, sopralluoghi. Il prossimo è fissato per il 4 febbraio, con l’obiettivo di controllare lo stato dei canali e programmare interventi di pulizia e ripristino nei tratti ostruiti.
In attesa degli interventi strutturali più incisivi, l’amministrazione punta dunque sulla manutenzione ordinaria come misura immediata per ridurre la pressione sulla falda. Una strategia prudente e condivisibile, ma che non spegne del tutto la critica di chi teme che, ancora una volta, si stia guadagnando tempo più che risolvendo il problema alla radice. Il dialogo è avviato, le promesse ci sono: ora la sfida sarà trasformarle in risultati concreti, prima che la falda torni a farsi sentire.
Foto, Zaccaria e Zeller