Bolzano, acciaierie sotto pressione: la UILM difende l’anima produttiva dell’area R

Dopo l’ennesimo bando andato deserto, il tempo per le Acciaierie Valbruna di Bolzano è finito. Serve una decisione chiara e immediata sul futuro dello stabilimento. È questo il forte messaggio lanciato da UILM, UIL, dall’Osservatorio Economia UIL e dalla rappresentanza sindacale interna, unite in difesa del lavoro e della continuità produttiva.

“La priorità assoluta è garantire continuità produttiva e occupazionale,” afferma con determinazione Mauro Baldessari, segretario UIL. “I lavoratori non possono restare sospesi nell’incertezza. Valbruna aveva già manifestato disponibilità ad acquistare i terreni secondo l’accordo di prelazione: una proposta concreta e responsabile che avrebbe assicurato stabilità allo stabilimento.”

Baldessari va oltre: “È inaccettabile che un ente pubblico si comporti come un’agenzia immobiliare, puntando solo al profitto. Qui non si tratta di metri quadri, ma di persone, tecnologia e storia industriale. Il lavoro deve restare al centro delle scelte, come dice la nostra Costituzione.”

Sulla stessa linea Joe Pelella, segretario UILM, che chiede di passare subito ai fatti: “Dopo il bando andato deserto, bisogna agire. La vendita dei terreni può essere la chiave per garantire certezze industriali e occupazionali. Ogni ulteriore immobilismo pesa sulle spalle dei lavoratori.”

Un punto è però non negoziabile: l’area “R” non può essere ceduta. “È vitale per il ciclo produttivo – spiega Pelella –. Privarla a Valbruna significherebbe mettere a rischio la produzione e i posti di lavoro.”

A ribadire il valore strategico della stabilità è anche Marco Pugliese dell’Osservatorio Economia UIL: “La vendita dei terreni, all’interno del quadro di prelazione, rappresenta una scelta di politica industriale intelligente. Ma togliere un’area produttiva essenziale sarebbe un colpo mortale per la competitività.”

La voce dei lavoratori arriva con forza attraverso Paolo Castelli, RSU Valbruna: “Abbiamo dimostrato responsabilità e impegno. Ora chiediamo certezze. Senza l’area ‘R’, lo stabilimento perde efficienza e futuro.”

“La situazione è chiara – conclude Baldessari –: il tempo degli indugi è finito. Servono decisioni immediate, nell’interesse del lavoro, dell’industria e della città di Bolzano.”

Foto, Mauro Baldessari