Visioni, identità, futuro: il 2026 di Kunst Meran

Tre grandi progetti espositivi, una residenza d’artista e un fitto calendario di appuntamenti pubblici: Kunst Meran Merano Arte presenta il programma culturale 2026, un percorso che intreccia arte contemporanea, architettura, ricerca curatoriale e pratiche partecipative, con uno sguardo attento alle questioni sociali, politiche e di genere.

La programmazione si muove su un doppio binario. Da un lato prosegue l’indagine critica sulle narrazioni dominanti che hanno contribuito a costruire l’idea di Europa, mettendo in discussione i suoi miti fondativi attraverso prospettive tricontinentali e diasporiche. Dall’altro, apre uno spazio di riflessione dedicato alla città di Merano, osservata tra passato, presente e futuro, come luogo di convivenza, trasformazione e confronto.

Il nuovo ciclo prende il via dopo la chiusura delle mostre attualmente in corso – Franz Wanner – Presenze sospese. Immagini di uno sfruttamento e AlpiTypes: lettere immagini tracce, visitabili fino al 18 gennaio 2026 – accompagnate ancora da workshop e visite guidate.

Ad inaugurare il programma 2026, dal 21 febbraio al 25 maggio, è Cómplice, prima mostra personale in Italia dell’artista cubano René Francisco, figura centrale dell’arte contemporanea internazionale. L’esposizione, curata da Lucrezia Cippitelli e Simone Frangi, si inserisce nel progetto triennale The Invention of Europe e conclude la seconda annualità dedicata ai rapporti tra Europa e Abya Yala. Attraverso installazioni su larga scala, film, disegni, pittura e progetti pedagogici, Francisco esplora il concetto di “complicità” come forma di relazione non gerarchica, fondata su collaborazione, partecipazione e attivazione comunitaria. In occasione della mostra, l’artista realizzerà anche un nuovo progetto partecipativo a Merano, in collaborazione con la cooperativa sociale Ginko e CoWorking della Memoria, oltre a una serata musicale in dialogo con il Festival Sonora.

Parallelamente, dal 24 aprile all’8 maggio, Merano Arte ospiterà la residenza d’artista di Raziel Perin, artista italo-domenicano, con il progetto performativo Vitruvian Man. Il lavoro affronta la rappresentazione della mascolinità nei contesti familiari e culturali tra Italia e Repubblica Dominicana, con un focus sulla decostruzione della mascolinità tossica e sulle sue connessioni con violenza e trauma transgenerazionale. Il progetto è sostenuto dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito del programma Italian Council.

Dal 7 giugno all’11 ottobre sarà la volta di Animacies, terza e ultima annualità di The Invention of Europe, dedicata alle interconnessioni tra Europa e Asia. La mostra propone uno sguardo comparativo che mette in relazione la storia moderna delle nazioni asiatiche con culture precedenti all’incontro con l’Europa. Opere e oggetti provenienti da musei italiani dialogheranno con produzioni contemporanee di artiste e artisti di origine asiatica residenti in Europa e di artisti europei con storie familiari asiatiche. Il progetto è realizzato in dialogo con il MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino e Centrale Fies di Dro, e porta alla luce anche storie legate al contesto trentino e altoatesino, con attenzione a comunità, ruoli di genere e strutture familiari.

A chiudere il programma, dal 24 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027, sarà Merano, spazio urbano – Ieri, oggi, domani?, mostra curata da Andreas Kofler e dedicata alle trasformazioni urbane della città sul Passirio. Il progetto riflette su come Merano possa evolversi verso un futuro più inclusivo, tenendo conto delle esigenze di comunità linguistiche, culturali e generazionali diverse, e affronta sette temi chiave dello sviluppo urbano, dalla mobilità allo spazio abitativo, fino alle sfide climatiche. Nell’ambito della mostra verrà pubblicato un numero speciale di Turris Babel, la rivista della Fondazione Architettura Alto Adige.

Accanto alle esposizioni, anche nel 2026 Kunst Meran Merano Arte proporrà un’ampia offerta di educazione e mediazione artistica, che si estenderà anche agli spazi pubblici della città. Novità anche sugli orari di apertura: a partire dal 2026, ogni giovedì lo spazio espositivo resterà aperto fino alle 20.00, affiancando gli orari consueti degli altri giorni.

Un programma che conferma Merano come laboratorio culturale aperto, critico e profondamente connesso ai temi del presente.

Foto, Martin Fengel, Stadtraum Meran / Merano, spazio urbano, 2025. Mostra: Stadtraum Meran – gestern, heute, morgen? / Merano, spazio urbano – ieri, oggi, domani?