Mentre i produttori di fuochi d’artificio e petardi tentano di bloccare con diffide legali le ordinanze comunali contro lo sparo di botti e petardi, in Trentino cresce un fronte opposto fatto di amministratori locali, cittadini e associazioni che chiedono con forza più tutela per le persone, gli animali e l’ambiente. A denunciarlo è l’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) del Trentino – Sezione di Rovereto, che rilancia un appello chiaro: dire no ai botti non è una moda, ma una scelta di civiltà.
In molti Comuni trentini è partita una vera e propria campagna di sensibilizzazione promossa da sindaci attenti al benessere delle proprie comunità. Paradossalmente, proprio dopo le diffide dei produttori, le ordinanze di divieto sembrano aumentare. Un segnale evidente che numerosi amministratori locali non intendono arretrare quando sono in gioco la salute pubblica e la tutela ambientale.
I botti non sono un semplice fastidio. Colpiscono duramente le persone fragili – malati, anziani affetti da Alzheimer, persone con disturbi dello spettro autistico – e hanno un impatto devastante sugli animali domestici e selvatici, spesso vittime di panico, fughe, ferimenti e, nei casi peggiori, morte. A tutto questo si aggiunge un picco significativo di inquinamento atmosferico dopo la notte di Capodanno e, in assenza di precipitazioni, un aumento del rischio incendi.
Per questo l’ENPA guarda con rammarico alla decisione del Comune di Rovereto di rinunciare all’ordinanza e alla scelta del sindaco di Trento di non procedere, motivata dalla difficoltà di far rispettare il divieto. “Proprio perché l’applicazione non è semplice – sottolinea l’associazione – è necessario iniziare un percorso di sensibilizzazione e di contrasto”. Un percorso che incontra il favore dell’opinione pubblica: secondo un’indagine DOXA del 2024, ben il 94% dei cittadini auspica uno stop ai botti e ai petardi.
L’ENPA ribadisce che la tutela dell’ambiente, la sicurezza degli animali e il rispetto delle persone più vulnerabili devono prevalere anche di fronte alle difficoltà operative. E mentre continua a chiedere ai sindaci ordinanze più coraggiose, l’associazione offre anche indicazioni concrete per aiutare chi vive con animali domestici ad affrontare le ore più critiche del Capodanno.
A fornire i consigli è Ivana Sandri, etologa dell’ENPA, che invita a proteggere le abitazioni dai rumori e dai bagliori chiudendo tapparelle e scuri, oscurando porte e finestre con tende pesanti e lasciando accesa la televisione per attenuare gli effetti visivi degli scoppi. Utile anche diffondere musica calmante: studi recenti indicano benefici dalla musica a 432 Hz, per la quale esistono playlist specifiche dedicate a cani e gatti durante temporali e fuochi d’artificio.
Fondamentale, aggiunge Sandri, è predisporre luoghi sicuri dove gli animali possano rifugiarsi, utilizzare per tempo diffusori di feromoni o oli essenziali specifici per specie diverse, restare con loro per rassicurarli, distrarli con giochi e masticativi e non punire mai le manifestazioni di paura. La casa va messa in sicurezza, perché nel panico gli animali possono tentare la fuga o ferirsi involontariamente. E, non da ultimo, serve mantenere la calma: la serenità delle persone è spesso il primo fattore rassicurante per gli animali.
Il messaggio finale dell’ENPA è netto: i botti sono “un divertimento per pochi, un fastidio e spesso un grave danno per molti”. Per questo l’associazione invita i cittadini a chiedere con determinazione ai propri sindaci di mettere fine a una tradizione rumorosa e dannosa, che nulla ha a che fare con la festa e molto con l’inciviltà.