Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani lancia un nuovo, accorato appello sull’emergenza umanitaria che continua a consumarsi ai confini dell’Europa, lungo il Mediterraneo e la rotta balcanica. A richiamare l’attenzione su questa tragedia quotidiana è la prof.ssa Rossella Manco, della Segreteria Nazionale CNDDU, che in una riflessione densa e lucida denuncia il ripetersi di violazioni dei diritti fondamentali spesso ignorate o relegate ai margini dell’informazione.
Nel Mediterraneo, scrive Manco, il mare è diventato “testimone silenzioso di naufragi e tragedie”, scenario di imbarcazioni che affondano sotto il peso di chi fugge da guerre, persecuzioni e miseria. Le acque restituiscono corpi e silenzi, trasformandosi in una memoria dolorosa che si ripete senza sosta. Alla stessa sofferenza, meno visibile ma altrettanto feroce, è esposta la rotta balcanica, dove uomini, donne e bambini affrontano sentieri impervi, confini militarizzati, freddo, violenze e umiliazioni quotidiane, lontano dagli occhi dell’opinione pubblica.
Trieste emerge come luogo simbolo di questa frattura: città di confine e di arrivo, cerniera tra Nord e Sud, tra il Mediterraneo e l’Europa continentale, tra ciò che si vede e ciò che viene lasciato nell’ombra. Proprio mentre le festività accendono luci e illusioni di un mondo perfetto, nuove e continue violazioni dei diritti umani si consumano nei luoghi di detenzione e sopraffazione, spesso anticamera di traversate mortali.
I dati richiamati sono drammatici: all’inizio di dicembre, al largo di Creta, un’imbarcazione di migranti si è ribaltata causando almeno 17 morti; il 24 dicembre 2025, le ONG Alarm Phone e Sea Watch hanno segnalato la scomparsa di una nave partita dalla Libia con circa 117 persone a bordo, delle quali, secondo le ONG, solo una sarebbe sopravvissuta. Numeri che non possono essere archiviati come semplici fatalità.
In questo contesto, il CNDDU ribadisce il proprio impegno nel “tenere acceso un faro di umanità”, denunciando le violazioni dei diritti fondamentali, sensibilizzando l’opinione pubblica e promuovendo azioni concrete di solidarietà. La prof.ssa Manco esprime anche profonda gratitudine verso le associazioni che operano quotidianamente accanto agli ultimi: a Trieste, l’associazione Linea d’Ombra, che offre assistenza sanitaria e sostegno ai migranti in arrivo, e la Comunità di Sant’Egidio, che anche durante le festività ha garantito pasti, ascolto e dignità a centinaia di persone senza casa né protezione.
Educare ai Diritti Umani, conclude Rossella Manco, significa scegliere di non voltarsi dall’altra parte, riconoscere il dolore visibile e quello nascosto, e impegnarsi ogni giorno contro povertà, degrado e violenza. È l’unica strada possibile per restituire dignità e futuro a un’umanità dimenticata, troppo spesso privata dei suoi diritti fondamentali.
Foto, prof. Rossella Manco Segreteria Nazionale CNDDU