Terza call 2025, focus sui talenti cinematografici altoatesini. Tra i 15 progetti finanziati, 8 hanno origine dall’Alto Adige e 7 sono opera di autrici e autori locali

Nel vivace panorama cinematografico dell‘Alto Adige, la creatività locale brilla nel recente ciclo di finanziamenti promosso da IDM Alto Adige. Tra i quindici progetti selezionati, otto provengono da case di produzione altoatesine e sette portano la firma di autrici e autori radicati nella regione. La varietà è il vero protagonista: dai lungometraggi alle serie TV, passando per documentari e cortometraggi, sono stati scelti progetti capaci di rappresentare generi diversi, offrendo un’ampia gamma di contenuti. Tra i talenti spiccano nomi come Francesca Bertoni, che ha sviluppato il soggetto di una serie televisiva, e Ronny Trocker insieme a Cecilia Bozza Wolf, impegnati in lungometraggi di rilievo. Sul fronte documentaristico, troviamo Andreas Pichler, Georg Zeller, Marco Vitale e Maria Radicchi con lavori che promettono introspezione e autenticità. Inoltre, per i cortometraggi si nota il contributo creativo di Stefania Accettulli e Matteo Raffaelli nella stesura di sceneggiature che catturano lattenzione. Uno degli aspetti più incoraggianti emersi da questa tornata è la significativa presenza femminile: ben sette dei quindici progetti saranno guidati da registe donne, dimostrando una crescente inclusività nel settore. Renate Ranzi, responsabile della Film & Music Commission IDM, ha espresso con entusiasmo il suo apprezzamento per la forte impronta altoatesina tra le produzioni selezionate, siano esse autonome o in coproduzione. Ha anche evidenziato l’energia e la professionalità che caratterizzano l’industria cinematografica locale, un settore sempre più dinamico e ambizioso. Analizzando più nel dettaglio i finanziamenti assegnati, sette progetti riceveranno supporto per la fase preparatoria alla produzione, cinque per il processo produttivo vero e proprio e tre cortometraggi beneficeranno di fondi dedicati. Complessivamente, tra i quindici lavori selezionati, tredici provengono dall’Italiadi cui otto orgogliosamente altoatesini – mentre due sono di origine tedesca. La scelta definitiva è stata affidata a un comitato di esperti designato da IDM. Oltre all’importanza culturale, il risvolto economico è significativo: le produzioni coinvolgeranno circa 52 giornate di riprese in Alto Adige con un impatto finanziario stimato attorno ai 2,6 milioni di euro. Questi fondi supporteranno l’economia locale attraverso le spese legate alle attività produttive, dimostrando ancora una volta come arte e territorio possano generare un circolo virtuoso di crescita e sviluppo.

Sherlock Holmes è il celebre protagonista dell’avventura alpina nelle Alpi Bernesi intitolata *The Death of Sherlock Holmes*, diretta da Pierre Monnard e Claudia Blümhuber. Questo progetto, realizzato con il supporto della casa di produzione bolzanina Movie.mento Film, vede la collaborazione con Silver Reel Partners di Cham, in Svizzera. Sempre in fase di produzione troviamo la serie *Husk*, che prevede sei giorni di riprese in Alto Adige. Ambientata in un futuro prossimo, la narrazione segue le sorelle Emilia e Clara, legate da un rapporto unico: la coscienza di Clara, costretta in coma, viene trasferita nel corpo di Emilia. La serie è prodotta dalla U5 Filmproduktion di Francoforte e porta la firma di Mia Maariel Meyer e Tim Trachte alla regia. Completamente girata in Alto Adige su 24 giornate di riprese, si distingue invece la commedia cinematografica *Q.I. – Questioni irrisolte*. La trama segue tre artisti che si isolano per affrontare un viaggio spirituale, reso complicato dalla presenza invadente di una troupe televisiva, con inevitabili tensioni. Il film è prodotto dalla I.B.C. Movie di Bologna e vede Giovanni Crozza sia come sceneggiatore che regista. Il documentario *Lieferung um jeden Preis – Die letzte Fahrt der Gulf Livestock* è diretto dal regista bolzanino Andreas Pichler. Prodotto da Miramonte Film di Bolzano in collaborazione con eikon Media di Stoccarda, il lavoro indaga il tragico naufragio della nave cargo Gulf Livestock, che trasportava 43 membri dell’equipaggio insieme a quasi 6.000 bovini. L’evento diventa una metafora potente di un sistema dominato dalla logica del profitto e della rapidità, dove le vite umane sono spesso considerate sacrificabili. Un altro documentario significativo è *Shut the f**** up!*, diretto dalla regista ucraina Taisiia Kutuzova, che ottiene anch’esso un finanziamento per la produzione. Il film narra la battaglia del sedicenne Serhiy contro i potenti imprenditori e i funzionari corrotti che minacciano il suo villaggio vicino a Kiev. La produzione è affidata alla Helios Sustainable Films di Bolzano in collaborazione con Crimean Waves di Kiev. Tra i sette progetti sostenuti nella fase di pre-produzione emerge *Peak Season*, una serie immersa nei paesaggi dei comprensori sciistici del Gruppo del Sella. Il racconto mescola abilmente elementi come omicidio, cospirazione e vendetta, assicurando il fascino del grande intrattenimento televisivo. La produzione è curata da Paradox Studios di Roma e il soggetto è stato sviluppato da Francesca Bertoni, originaria di Bolzano. Ronny Trocker, nato a Castelrotto, presenta,  invece, *A Fever Dream*, unopera ispirata al capolavoro naturalistico di Maria Sibylla Merian, *Metamorphosis insectorum Surinamensium* del 1705. Il film immagina l’incontro tra Merian e Samuel, il suo assistente ridotto in schiavitù, offrendo una riflessione intima sul colonialismo e le sue implicazioni storiche. La pellicola è una coproduzione internazionale fra Junafilm di Amburgo e Mater Pictures di Copenaghen. Infine, la casa di produzione bolzanina Albolina Film, con la regista e co-sceneggiatrice Federica Martino, sta lavorando a *Figlia del fieno*. Ambientata tra le montagne del Trentino-Alto Adige durante la Seconda Guerra Mondiale, la storia segue Lucia, una giovane orfana di padre, nel suo viaggio alla ricerca della madre biologica.

Panoramahotel si presenta con toni carichi di mistero. Nicole Berger, giovane promessa del pattinaggio artistico, ritorna nell’hotel di famiglia ormai abbandonato in cerca di risposte, ma presto scopre di non essere sola. La produzione è affidata alla casa italiana Hive Division, mentre il soggetto porta la firma di Raffaele Pizzati Sertorelli e Cecilia Bozza Wolf, quest’ultima anche regista e diplomata alla ZeLIG – Scuola di Documentario, Televisione e Nuovi Media. Parallelamente, la Viola Film di Roma, in collaborazione con Primary Pictures di Vienna e Melograno Films di Los Angeles, sta sviluppando il progetto seriale Eva dorme, tratto dallomonimo romanzo di Francesca Melandri. Lautrice, insieme a Catherine Linstrum, si occupa della scrittura del treatment. La serie esplora il rapporto di due donne altoatesine, madre e figlia, sullo sfondo delle complesse vicende storiche e identitarie della regione. Tra le opere in fase di pre-produzione si segnala anche il documentario Opening the Box. Scritto da Georg Manuel Zeller, bolzanino d’adozione, il progetto rappresenta un viaggio intimo e personale nella storia familiare dell’autore durante lepoca nazista. Infine, nella docu-produzione Tra il cane e il lupo, la cooperativa bolzanina 19 Società Cooperativa, guidata da Marco Vitale e Maria Radicchi, esplora il contesto misterioso e affascinante che lega cane e lupo, tra mito, scienza e antiche tecniche di allevamento. Passando ai cortometraggi supportati, troviamo Accendere un fuoco, prodotto da Matto Film di Bolzano e Sayonara Film di Bologna. Ideato e diretto da Lorenzo Puntoni, il corto narra la battaglia per la sopravvivenza di un escursionista durante lattraversamento di un passo montano. La Mediaart di Bolzano presenta invece Thunder e mio fratello, basato sulla sceneggiatura degli altoatesini Stefania Accettulli e Matteo Raffaelli, anche registi del progetto. Il film segue Irene, una giovane donna che eredita il cavallo del fratello scomparso e intraprende con lui un percorso personale verso la rinascita emotiva. Infine, Howl conclude la lista dei cortometraggi sostenuti. Nato all’interno del progetto per cortometraggi MASO promosso da IDM, il film racconta il cammino di Nina che, grazie a una passione condivisa per i suoni della natura, riesce a ricucire il rapporto con il padre gravemente malato. La storia porta la firma di Margherita Panizon, che ne cura anche la regia insieme a Marco Borromei.

Foto, The Death of Sherlock Holmes (c) Silver Reel