Trattative con gli insegnanti, la Giunta provinciale pone condizioni inaccettabili – un segnale disastroso per la scuola

La decisione della Giunta provinciale di Bolzano di riprendere le trattative contrattuali con il personale docente solo dopo che questo avrà riattivato le proprie prestazioni aggiuntive – come gite, incontri con i genitori o servizi di accompagnamento – suscita forti critiche. Un simile atteggiamento non è solo politicamente discutibile, ma rappresenta anche un pericoloso sconfinamento nel rapporto con una delle categorie professionali più importanti della nostra società, sottolinea il consigliere Thomas Widmann, gruppo consiliare “Für Südtirol mit Widmann”.

«Chi lega una trattativa a condizioni basate su prestazioni volontarie fraintende completamente cosa significhino partenariato e riconoscimento all’interno del sistema educativo», dichiara Thomas Widmann. «Gli insegnanti danno ogni giorno molto di più di quanto il loro contratto preveda. Lo fanno per impegno, idealismo e senso di responsabilità verso bambini e ragazzi. Utilizzare ora questo impegno volontario come strumento di pressione in una questione salariale è arrogante, irrispettoso – dove è la sensibilità umana e politica?

All’inizio di ottobre, la Giunta provinciale ha dichiarato che i colloqui sul nuovo contratto collettivo del personale docente ed educativo sarebbero stati ripresi solo quando gli insegnanti avessero riattivato le attività aggiuntive sospese nell’ambito delle loro azioni di protesta. Si tratta di un tentativo di reprimere uno strumento legittimo di confronto sindacale e professionale.

«Questa non è una vera collaborazione sociale, è una scenografia di ricatto», prosegue Widmann. «Invece di affrontare nel merito le richieste legittime degli insegnanti, si cerca di ottenere concessioni attraverso la pressione e la minaccia. Dove è la bussola politica che riconosca l’istruzione come valore e non come semplice voce di spesa?»

I dati parlano chiaro: da anni i nostri insegnanti– e anche tante altre categorie altoatesine – perdono potere d’acquisto reale. Studi e interrogazioni in Consiglio provinciale mostrano una perdita di reddito, corretta all’inflazione, di circa il 30% negli ultimi trent’anni. Rispetto alle regioni di lingua tedesca confinanti – come il Tirolo o il Vorarlberg – l’Alto Adige è nettamente indietro.
Nonostante ciò, la Giunta provinciale si aspetta che gli insegnanti continuino a fornire lavoro aggiuntivo senza una retribuzione equa o una base contrattuale seria.

«Capisco bene la frustrazione di molti insegnanti», sottolinea Widmann. «Quando per anni si viene rimandati, mentre il costo della vita aumenta e il riconoscimento diminuisce, è umanamente comprensibile che i docenti dicano: adesso basta.»

Allo stesso tempo, Widmann invita a una discussione onesta sull’efficienza e sul principio di merito nella pubblica amministrazione: «Non mi schiero per la difesa generalizzata dello status quo o per la distribuzione a pioggia. Abbiamo bisogno di eccellenza, motivazione e di una chiara cultura della performance – anche nel settore pubblico. Sarebbe meglio avere meno personale, ma retribuire adeguatamente chi si assume responsabilità e ottiene risultati.»

Un approccio liberale significa utilizzare in modo intelligente le risorse disponibili:
«Snellendo le strutture, possiamo creare margini per pagare meglio coloro che ogni giorno garantiscono qualità – insegnanti, operatori sanitari, tecnici e professionisti dell’amministrazione. Questa è la vera promozione del merito, non l’egualitarismo.»

La richiesta resta chiara: le trattative devono riprendere immediatamente, senza condizioni preliminari. La Giunta provinciale è chiamata a riaprire il dialogo con i sindacati e le rappresentanze professionali su un piano di parità e a dimostrare un chiaro impegno per il riconoscimento del personale docente.

«I nostri insegnanti meritano riconoscimento, non imposizioni. Meritano una retribuzione equa, non lezioni politiche. E meritano una Giunta provinciale che ascolti invece di minacciare – una politica che premi il merito, rafforzi la responsabilità e renda possibile l’eccellenza», conclude Thomas Widmann.