HANDS, quando l’artigianato cura

Nell’officina di Handswork Merano si respirava odore di legno fresco, colore e lavoro. Le persone levigavano, dipingevano, incidevano. Durante la giornata di porte aperte di oggi (23 ottobre), l’associazione HANDS Onlus ha mostrato a Merano cosa significa ritrovare stabilità dopo una dipendenza: attraverso il lavoro regolare, lo scambio con gli altri e la fiducia che il cambiamento è possibile. Le responsabili dei servizi di riabilitazione al lavoro e dell’ambulatorio, Christiane Gamper per Handswork e Giulia Zanvettor per Hands4You, hanno accompagnato vicini, partner di rete, familiari e curiosi nei locali di via Alois-Kuperion 6/8, illustrando le attività dell’associazione, le problematiche legate alle dipendenze e i possibili percorsi di superamento.

Negli ultimi anni, il laboratorio di falegnameria Handswork Merano ha offerto una seconda possibilità a molte persone con problemi di dipendenza. Hanno imparato a usare le macchine, impiegare gli attrezzi in modo appropriato, assumersi responsabilità. Da vecchi mobili sono nati nuovi pezzi, e dalle fratture si sono create connessioni. «Abbiamo visto persone che si sentivano perse ritrovare, passo dopo passo, stabilità attraverso il lavoro», spiega Christiane Gamper, coordinatrice di Handswork. Nel laboratorio si restaurano mobili e si realizzano nuovi manufatti; nella sezione pittura, alcuni pezzi vengono ulteriormente valorizzati artisticamente. I prodotti fatti a mano si possono acquistare nel negozio interno o in altri punti vendita. «Il legno reagisce a ogni movimento», racconta Gamper. «Non perdona, ma insegna la pazienza». E la pazienza è ciò di cui hanno bisogno le persone che cercano di uscire dalla dipendenza. Nel corso dell’ultimo anno, Handswork Merano ha accompagnato una ventina di persone: uomini e donne che, dopo la terapia, hanno lavorato sulla propria routine quotidiana, sulla resistenza e sul senso di comunità. Alcuni sono riusciti a reinserirsi nel mondo del lavoro, altri hanno semplicemente imparato a rialzarsi al mattino, a essere puntuali e a provare orgoglio per ciò che hanno creato con le proprie mani.

Accanto al laboratorio, l’Ambulatorio HANDS di Merano ha dimostrato ancora una volta quanto siano importanti i servizi a facile accesso. Nel corso dell’anno, 46 persone hanno usufruito di consulenze psicologiche, colloqui individuali e di coppia o del sostegno offerto nei gruppi. Non si tratta di trovare soluzioni rapide, ma di un accompagnamento continuo. Anche i familiari hanno ricevuto supporto tramite colloqui dedicati.

Il progetto PAIT (Progetto Assistenziale Individuale Territoriale), al quale partecipano un’educatrice e un’operatrice socio-assistenziale, sostiene le persone che, per diverse ragioni, incontrano difficoltà ad accedere ai servizi ambulatoriali. L’obiettivo è promuoverne l’autonomia e affiancarle nella vita quotidiana con grande flessibilità. Gli incontri si svolgono a casa, in un bar o durante una pausa di lavoro e mirano a facilitare l’accesso ai servizi sanitari e sociali, migliorando la qualità della vita e contrastando l’esclusione sociale.

Gli obiettivi vengono definiti insieme al servizio inviante e alle persone accompagnate, tenendo conto dei loro bisogni e desideri.

Un passaggio importante è rappresentato anche dall’appartamento di transizione di HANDS: può ospitare fino a due persone per un massimo di 18 mesi ed è seguito dalle operatrici del progetto PAIT. È un luogo di ripartenza e un passaggio intermedio verso una vita autonoma. Nel 2024, quattro persone hanno abitato lì, imparando a organizzare la propria giornata, gestire autonomamente le finanze e assumersi responsabilità.

Hands4You (H4Y) è un’associazione che pone al centro la dimensione del tempo libero. Nel 2024 i volontari hanno coinvolto oltre 30 persone in attività di movimento come yoga o escursioni in montagna, in esperienze creative come workshop di pittura antroposofica e in momenti conviviali come pranzi o cene condivise. Ogni incontro apre una porta verso l’altro. «Il tempo libero è la chiave per la stabilità», sottolinea Giulia Zanvettor, coordinatrice delle attività di H4Y. «Fare nuove esperienze e riscoprire la gioia di condividere il tempo insieme è un passo fondamentale per cambiare stile di vita. La socialità è un elemento imprescindibile del benessere psicologico». Al di là dei piani terapeutici e delle diagnosi, Hands4You ha creato percorsi che riportano le persone a partecipare alla comunità.

Nel complesso, nelle attività di HANDS Merano dell’ultimo anno hanno lavorato sette collaboratori fissi e dieci volontari. Accompagnano, motivano e sostengono persone con problemi di dipendenza.

Familiari, vicini, operatori e cittadini hanno partecipato alla giornata di porte aperte, visitando il laboratorio, dialogando e ascoltando. Le persone seguite da HANDS hanno raccontato il loro percorso, mostrando cosa dà loro forza. HANDS Merano ha dimostrato ciò che vive durante tutto l’anno: che terapia e riabilitazione non avvengono solo nelle stanze di trattamento, ma nel cuore della vita quotidiana – che si tratti di levigare una sedia, cucinare insieme o condividere una riflessione sulle difficoltà. Ogni storia può continuare, per quanto difficile possa essere.

Foto,  da sinistra, presidente dell’associazione HANDS Onlus Georg Senoner, Christiane Gamper, coordinatrice di Handswork Merano, Giulia Zanvettor coordinatrice dell’Ambulatorio e Hands4You Merano