Madrina dell’evento Elisa Artioli, cui l’iconica spider deve il nome.
Lo scorso 14 settempre Piazza del Tribunale si è tinta di sportività inglese per il raduno della Lotus Elise, la piccola spider che nel 2025 festeggia i 30 anni dal debutto. Oltre 80 vetture provenienti da tutta Europa hanno invaso la piazza, attirando centinaia di curiosi e appassionati.
La piccola spider britannica ha un legame speciale con Bolzano: il suo nome è infatti un omaggio alla bolzanina Elisa Artioli, nipote dell’imprenditore Romano Artioli, che negli anni ’90 era alla guida della casa automobilistica britannica.
La storia di un nome “di casa”
Settembre 1995, Salone di Francoforte: una bambina di appena due anni sbuca da sotto un telo indossando una maglietta con la scritta “I am Elise”. Quella bambina era Elisa Artioli, e da quel momento il suo nome sarebbe entrato nella storia dell’automobilismo.
La Lotus Elise debuttava così, raccogliendo l’eredità delle tradizionali roadster inglesi e diventando uno dei modelli più longevi e amati della casa di Hethel. Grazie al telaio in alluminio aveva un peso inferiore agli 800 kg e dotata di un motore in posizione centrale di origine Rover, la Elise si sarebbe poi evoluta in una variegata gamma di veicoli sia stradali (come le coupé Exige ed Europa) che da pista (ad esempio, la 2-Eleven). La produzione si è conclusa solo nel 2021, dopo ben 35.124 esemplari assemblati.
Lotus: leggerezza prima di tutto
Fondata nel 1952 dall’ingegnere Colin Chapman, Lotus ha sempre puntato su un principio semplice: ridurre il peso per aumentare le prestazioni.
Tra i modelli più celebri:
- Lotus Seven (1957): sportiva spartana, venduta in kit di montaggio
- Elite ed Elan (anni ’60): le prime piccole roadster stradali
- Esprit (1976): disegnata da Giorgetto Giugiaro, icona degli anni ’80 e ’90 e protagonista nel film di James Bond “La spia che mi amava”
- Elise (1995): la riedizione moderna della piccola roadster Lotus, ma con telaio in alluminio e motore centrale.
Accanto alle auto di serie, Lotus ha lasciato un segno nel mondo delle corse, conquistando 7 titoli costruttori e 6 titoli piloti in Formula 1. Inoltre fornisce consulenza tecnica ad altre case automobilistiche, come Aston Martin, Jaguar, Nissan, Opel e varie altre. Da ricordare, in questo senso, la fornitura dei telai Esprit alla DeLorean per la DMC-12 (l’auto di “Ritorno al futuro”) e la collaborazione con la Tesla per la realizzazione e produzione del suo primo modello di serie, la Roadster del 2008.
Oggi, Lotus è di proprietà della cinese Geely (che possiede anche la Volvo) e ha visto la propria gamma completamente rivista, con una nuova sportiva classica (Emira) e due inedite proposte 100% elettriche con carrozzeria berlina (Emeja) e SUV (Eletre).
Artioli e il rilancio della Lotus
Romano Artioli, imprenditore mantovano e bolzanino d’adozione, non era nuovo al mondo dei motori: la sua famiglia aveva aperto nel 1952 ai Piani il Garage 1000 Miglia, prima officina e poi concessionaria Alfa Romeo e Opel. Negli anni ’80 fondò a Ora l’Autoexpò,società di importazione di autoveicoli che sarebbe presto diventata il primo distributore Suzuki in Italia, lanciando la moda dei piccoli fuoristrada (Samurai e Vitara). Acquisì anche i diritti di distribuzione per Ferrari in Triveneto e Germania meridionale, realizzando a Filderstadt (Baden-Württemberg) quello che sarebbe diventato il più grande concessionario Ferrari del mondo. Nel 1990 rilanciò la Bugatti, aprendo una nuova sede a Campogalliano (Modena) e lanciando l’iconica supersportiva EB110.
Nel 1993 acquistò la Lotus dalla General Motors. Due anni dopo lanciò la Elise, battezzata con il nome della nipotina Elisa.
La filosofia era chiara: tornare a una sportiva pura, leggera e accessibile. Un’auto che ha fatto scuola e che, negli anni, ha dato origine a versioni più estreme come la Exige, ma anche a vetture di altri marchi, come ad esempio, la Opel Speedster.
Il raduno a Bolzano
L’appuntamento di domenica ha visto radunarsi in piazza del Tribunale oltre 80 Lotus, dalle Elise di varie generazioni alle Exige e alle più recenti Evora, senza dimenticare due esemplari del nuovo corso: la SUV elettrica Eletre e la coupé Emira.
Tra le auto esposte, l’ultima Elise prodotta nel 2021: una Sport 240 Final Edition colore oro, di proprietà proprio di Elisa Artioli, oggi madrina della manifestazione.
“Per me è come un secondo compleanno” – ha raccontato Elisa, emozionata nel vedere tante auto riunite per festeggiare la sua Elise.
L’evento, iniziato alle 10.30 e concluso nel pomeriggio, ha trasformato la piazza del Tribunale in un museo a cielo aperto della sportività britannica.




























Foto, Alcune delle Lotus esposte al raduno di piazza del Tribunale/c-Alessandro Cimino