L’Associazione universitaria sudtirolese compie 70 anni, sempre importante il suo ruolo dichiara il presidente Alexander von Walther

Sul sito dell’Associazione universitaria sudtirolese “sh.asus” si legge che la stessa agisce quale rappresentanza delle/degli studentesse/studenti universitari dell’Alto Adige.

Tra i suoi compiti quello più rilevante consiste nel rappresentare gli interessi sociali delle studentesse e degli studenti universitari. Spesso questo sodalizio prende posizione su questioni relative alle politiche educative come anche culturali, sociali e sociopolitiche.

In occasione dei settant’anni di attività dell’Associazione abbiamo contattato il presidente attualmente in carica Alexander von Walther per sottoporgli tre domande chiave su passato, presente e futuro di sh.asus.

Quali sono, secondo Lei, i traguardi più significativi raggiunti dall’Associazione universitaria sudtirolese in questi 70 anni di attività?

La principale preoccupazione della sh.asus fin dalla sua fondazione nel 1955 è stata probabilmente il riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all’estero. Fu fondata proprio per questo scopo, e in questo ha svolto un ruolo attivo. Questo era – ed è tuttora – molto importante, poiché già allora molti altoatesini studiavano all’estero nei Paesi di lingua tedesca e, senza tale riconoscimento, non avrebbero potuto lavorare in Italia nel settore pubblico.
Inoltre, la sh.asus è riuscita a creare una rete di studenti altoatesini nelle sedi universitarie in patria e all’estero, e allo stesso tempo ha continuato a esprimersi in modo critico e costruttivo sugli eventi politici e culturali in Alto Adige.

In che modo la sh.asus intende evolversi per rispondere alle nuove esigenze degli studenti universitari altoatesini nei prossimi decenni?

La ricetta del successo della sh.asus sarà anche nei prossimi anni una buona rappresentanza e consulenza studentesca, ossia continuare, all’interno della collaudata struttura associativa, a esprimere critiche dove necessario, rimanendo però sempre costruttivi. In poche parole: aiutare gli studenti in Alto Adige e provenienti dall’Alto Adige nel miglior modo possibile.
I bisogni degli studenti cambieranno sicuramente nei prossimi anni, poiché tutta la società sta cambiando: la vita e lo studio diventano sempre più costosi e l’offerta formativa è sempre più ampia, mentre la popolazione diminuirà. È fondamentale, soprattutto in tempi di cambiamento demografico, eliminare gli ostacoli burocratici, come le complicazioni legate al riconoscimento dei titoli di studio, affinché il minor numero possibile di altoatesini lasci la provincia.

Qual è il messaggio che desidera trasmettere alle nuove generazioni di studenti in occasione di questo importante anniversario?

Vorrei dire a tutti gli studenti, attuali e futuri, quanto sia bello e anche importante impegnarsi politicamente in un’associazione come la sh.asus. Spesso può sembrare faticoso e privo di senso (perché, si dice, intanto non cambia niente), ma il successo degli ultimi 70 anni ci dà ragione: si può fare la differenza e si può cambiare qualcosa, se ci si impegna.