Bolzano. Schedati i cani, ma le strade restano sporche denuncia la liberale Elena Dondio

«In Alto Adige, alcuni Comuni hanno avviato – con grande visibilità mediatica – programmi per l’identificazione del DNA canino, con l’obiettivo di contrastare l’abbandono degli escrementi nelle aree pubbliche» – denuncia Elena Dondio, referente locale del Partito Liberale Italiano. Dondio in una nota stampa inviata alla nostra redazione osserva che tale misura ha avuto un costo diretto per quei cittadini proprietari di cani, che hanno dovuto pagare di tasca propria per il prelievo e la registrazione del DNA del proprio animale domestico. «A distanza di tempo, la normativa non risulta applicata, le banche dati non sembrano operative, e nessuna informazione è stata fornita sull’esito concreto del progetto. In pratica: i cittadini hanno pagato, ma non si sa nulla dell’effettiva applicazione della legge», fa presente l’esponente del PLI.
«Nel frattempo – aggiunge Dondio – nulla si è fatto per contrastare il degrado causato dal comportamento incivile di molte persone, come l’abbandono di rifiuti, il vandalismo e il mancato rispetto degli spazi comuni».
In sintesi la referente del PLI si chiede che fine abbia fatto il progetto sul DNA canino e perché la relativa legge non venga applicata. E perché mai si intervenga solo su determinate forme di degrado, ignorandone altre ben più pesanti e diffuse.
«Il decoro urbano è una responsabilità collettiva. Non si può affrontare a colpi di misure simboliche e a carico dei cittadini, mentre si tollerano comportamenti ben più dannosi per il bene comune.
Chiediamo alle autorità locali di dare spiegazioni trasparenti sull’utilizzo dei dati e dei contributi raccolti, e di applicare le norme in modo equo, senza fare ricadere il peso del decoro pubblico solo su alcune categorie» – conclude Elena Dondio.

Foto, Elena Dondio