Territori distanti tra loro come l’Alto Adige/Südtirol e la Sicilia saranno centrali per due infrastrutture monumentali di un’unica rete strategica europea.
Il Ponte sullo Stretto di Messina e la Galleria di Base del Brennero (BBT) sono le punte di diamante italiane del Corridoio Scandinavo-Mediterraneo, asse portante della rete TEN-T (Trans-European Transport Network), che collega Helsinki a Palermo attraversando l’intera penisola.
Il BBT, in fase avanzata di realizzazione, si estende per 55 km tra Fortezza e Innsbruck. Una volta completato sarà il tunnel ferroviario più lungo al mondo.
È stato progettato per treni passeggeri fino a 250 km/h e merci fino a 160 km/h con lo scopo di trasferire il traffico pesante dalla gomma alla rotaia, riducendo le emissioni e migliorando la fluidità dei trasporti alpini come il Brennero.
Ad oggi sono stati scavati oltre 200 km di gallerie secondarie e principali, con una lunghezza complessiva che supererà i 64 km grazie al collegamento con la circonvallazione ferroviaria di Innsbruck già in funzione.
Sul versante sud del corridoio europeo troviamo il Ponte sullo Stretto di Messina che ha ricevuto l’approvazione definitiva dal CIPESS (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile) e si prepara a entrare nella fase esecutiva.
Con una campata centrale di 3.300 metri, sarà il ponte sospeso più lungo al mondo. Le torri alte 399 metri, le sei corsie stradali e i due binari ferroviari garantiranno una capacità di transito fino a 6.000 veicoli all’ora e 200 treni al giorno, con tempi di attraversamento stimati in 5 minuti.
Il progetto è stato inserito ufficialmente nella rete TEN-T, consolidando il ruolo dell’Italia come snodo euromediterraneo. Ma se il BBT procede con regolarità e consenso europeo e non solo, il Ponte resta al centro di un acceso dibattito politico.
Il ministro Matteo Salvini lo definisce “un’opera unica che genererà 23 miliardi di PIL da Nord a Sud”, mentre l’opposizione lo accusa di essere un “colossale spreco di risorse pubbliche”.
Le critiche riguardano anche l’impatto ambientale, la vulnerabilità sismica e la mancanza di infrastrutture di collegamento adeguate.
Entrambe le opere rispondono ai requisiti imposti dal nuovo Regolamento TEN-T 2024, che prevede il completamento della rete europea entro il 2030.
L’Italia è coinvolta in cinque corridoi europei, ma il ScanMed, ovvero quello che interessa sia l’Alto Adige/Südtirol, sia la Sicilia, resta il più strategico per la coesione territoriale e la competitività logistica. Il confronto tra BBT e Ponte sullo Stretto non è solo tecnico ma è culturale, politico e ambientale.
Uno scava sotto le montagne per unire l’Europa, l’altro promette di sospendersi sopra il mare per connettere il Sud. Entrambi, però, raccontano un’Italia che vuole essere protagonista della mobilità del futuro.