Che suono ha l’Alto Adige oggi? Una regione tra montagne, modernità e memoria. Tra musica popolare, dialetto e una gioventù che vive il presente e guarda al futuro.
ECHOES OF SOUTHTYROL vuole rendere tutto questo udibile – con un album che unisce tradizione e innovazione.
Il progetto riunisce persone, suoni e storie dell’Alto Adige in un esperimento musicale contemporaneo. Beat elettronici incontrano archi, cetra, chitarre, fiati e cori. Nascono così nuovi paesaggi sonori, a metà tra Alpin House, Deep House ed Electro Pop.
I brani sono prodotti in modo da funzionare sia dal vivo che in radio – moderni, emotivi e accessibili. Non si tratta di un semplice album da club, né di folclore in costume – ma della colonna sonora di un Alto Adige moderno.
L’idea ha convinto: ECHOES OF SOUTHTYROL è stato selezionato dal Musikfonds Alto Adige come uno dei 19 progetti finanziati tra 49 candidature ricevute. Un segnale forte a favore di una musica coraggiosa, che sfugge alle etichette – ma nasce dal cuore della regione.
Dietro al progetto ci sono due protagonisti ben radicati nella scena musicale altoatesina:
la produttrice e artista DJ ENA (Verena Senn) con la sua etichetta Blacky Records della Wipptal, e Adrian Gamper, produttore e fondatore dell’agenzia creativa VAN DE BEAT della Val Venosta. Insieme a giovani musicisti, cantanti e creativi della regione stanno lavorando a brani che raccontano storie – e al tempo stesso fanno ballare.
Una parte centrale del finanziamento prevede che gran parte della produzione avvenga direttamente in Alto Adige – dalla scrittura dei brani alle registrazioni in studio, dalle riprese video alla collaborazione con partner locali nei settori della musica, dei media, del design e della tecnica.
ECHOES non crea solo arte, ma anche valore concreto per l’economia creativa locale.
“In questo momento siamo attivamente alla ricerca di giovani talenti dell’Alto Adige che vogliano far parte del progetto – cantanti, musicisti, voci creative con cuore e personalità”, dice il project manager Adrian Gamper.
ENA aggiunge: “Sto lavorando alle prime bozze di composizione. La combinazione tra suoni alpini ed elementi elettronici è davvero ispiratrice – sta nascendo qualcosa di unico, che non si è mai sentito prima.”
Cosa cercano i due?
“Sono particolarmente interessanti strumenti che raramente si sentono nel contesto elettronico, ma che portano con sé un colore sonoro forte e regionale o emotivo – come archi, arpa, cetra, tromba, contrabbasso, chitarre acustiche, percussioni o anche voci sperimentali.
Chi sa suonare un violoncello caldo, una tecnica percussiva minimalista o strumenti a fiato o a corde tipici dell’arco alpino, è perfettamente in linea con i mondi sonori che vogliamo creare tra Alpin House, Deep House ed Electro Pop.”
Foto, Echoes ENA Adrian/c-vandebeat Quer