“Manuel Nardo ci ha traditi. Senza alcun preavviso, senza alcun confronto, da un giorno all’altro ha scelto di voltare le spalle alla lista civica che lo ha portato in consiglio comunale. Un gesto inaccettabile, tanto più grave per la sua tempistica studiata nei minimi dettagli. Soltanto qualche sera fa celebravamo insieme, nei suoi locali, la chiusura della campagna elettorale. Oggi ci comunica che passerà in maggioranza. Il tutto, guarda caso, dopo la surroga al mio posto in aula.” In un contesto di difficoltà per la maggioranza”.
A parlare è Angelo Gennaccaro, leader della lista civica che porta il suo nome, profondamente amareggiato e indignato per la decisione di Nardo.
“Le voci parlano di un approdo in forze politiche guidate da chi già in passato ha dato dimostrazione di cambi repentini di maglia, ma la verità è che oggi conta il metodo, non la destinazione: ha tradito la fiducia di chi lo ha votato, e anche di chi ha scelto la lista senza dare la preferenza proprio a lui. Tutti traditi. Non può accorgersi oggi che la nostra è una lista autonoma, senza padrini politici. Lo sapeva benissimo: ha scelto comunque di candidarsi. E ha scelto ora di tradire. Un errore clamoroso anche per il proseguio della sua carriera politica. Non ha nemmeno fatto un giorno in consiglio e già si sposta completamente: se non ci ripensa avrà per sempre l’etichetta di inaffidabile. E in politica le etichette sono difficili da superare”.
“Chi cambia casacca il giorno dopo le elezioni, dimostra di avere un solo valore: il potere. Chi si muove così non lo fa per convinzione, ma temo per convenienza. Ecco, dunque, che la questione delle surroghe non era solo tecnica ma anche decisamente politica. Nardo mi disse persino che si sarebbe dimesso piuttosto che passare da un’altra parte e tradire il movimento. Può ancora farlo oggi”
Gennaccaro sottolinea anche i sospetti legati a una regia esterna: “Mi auguro sinceramente che dietro questa scelta non si nascondano altri interessi. Mi attiverò in tutte le sedi opportune per verificarlo. Ma anche se così non fosse, il gesto resta politicamente e moralmente inqualificabile. Poi ci stupiamo che la gente non vada a votare.”
Infine, un messaggio ai cittadini: “La politica ha bisogno di coerenza, di rispetto per chi vota e di etica pubblica. Quanto accaduto oggi rappresenta tutto ciò che non vogliamo essere. Manuel Nardo, da oggi, ne porta la responsabilità. Ci appelliamo alla sua serietà e al suo senso politico: si dimetta ancora prima di iniziare invece di prendersi la libertà di spostare gli equilibri politici degli elettori di un’intera città.”
Foto, Angelo Gennaccaro