Giovedì 20 febbraio si celebra la Giornata mondiale della giustizia sociale. “Quando facciamo della giustizia sociale il fondamento e il principio guida delle nostre azioni, dimostriamo cosa significa contribuire come cristiani a plasmare la società”, sottolinea Johann Kiem, referente diocesano per i problemi sociali e del lavoro. In arrivo una mostra a Bressanone.
“Dio ha dato all’uomo due mani: una per ricevere e una per dare”. Questo proverbio riassume il messaggio di questa Giornata mondiale: una società più giusta non è un traguardo scontato, ma dipende dalla responsabilità e dall’impegno di ciascuno.
In Alto Adige molte persone dimostrano una grande sensibilità per la giustizia sociale, sia attraverso il volontariato nelle associazioni che attraverso l’impegno per le persone svantaggiate o nell’attività di assistenza. “Se facciamo della giustizia sociale il fondamento e il principio guida delle nostre azioni, diamo attivamente forma a una società solidale”, spiega il referente diocesano Johann Kiem.
La giustizia sociale si crea quando le persone non pensano solo a se stesse, ma ragionano nella prospettiva del bene comune. “Questa visione attenta e lungimirante fa la differenza”, spiega Kiem. La famiglia e la parrocchia possono essere un nucleo di giustizia sociale tanto quanto l’impegno personale sul posto di lavoro o a scuola. “Qualcuno potrebbe dire che la giustizia sociale non è tutto. Ma senza di essa molte cose non sono niente”, osserva Kiem.
Un contributo concreto al confronto sulla giustizia (eco)sociale è dato da una mostra che sarà allestita allo Studio teologico accademico a Bressanone. Lunedì 17 marzo verranno presentate le caricature dell’artista della Valle Aurina Alois Steger che richiamano l’attenzione sulle sfide nell’ambito della giustizia eco-sociale. L’inaugurazione avrà luogo alle 10, seguita da una relazione del climatologo Georg Kaser sul tema della crisi climatica e le sue conseguenze
Foto. Johann Kiem