Il Papavero, il volontariato bolzanino che sostiene le cure palliative ed altro

Un anno di attività intensa quello appena trascorso Il primo tornato a condizioni più vicine alla normalità dopo il periodo pandemico. L’assemblea ordinaria dell’associazione Il Papavero Der Mohn ha certificato un 2022 di soddisfazioni e di grande impegno. La colonna vertebrale è rappresentata dai volontari e dalla loro capacità di donarsi.  Abnegazione certificata da 5.012 ore di volontariato prestate in 365 giorni di attività. Nel dettaglio 1.593 sono state svolte nella sede di piazza Firmian a Bolzano, 1.109 sono di formazione (quanto mai fondamentale nel settore delle cure palliative), 974 direttamente in hospice, 376 per le riunioni di pianificazioni, 340 di smart working, 279 nello svolgimento degli eventi, 71 per le sedute del consiglio direttivo e 20 per altre mansioni.
“Sono numeri che ci riempiono di orgoglio – commenta la presidente Mara Zussa – che tratteggiano un orizzonte importante verso il futuro. La formazione ha una grande funzione strutturale mentre l’hospice crescerà sensibilmente nel 2023. Le restrizioni per la pandemia sono state significative. Ora però siamo a pieno regime ed è forse ciò che ci rende più felici”.
Nel 2023 ci sarà moltissimo da fare sul piano dell’informazione per quanto concerne le cure palliative, il lutto e in generale l’educazione su queste tematiche deve essere approfondita e veicolata, informa la Presidente. Infatti per sabato 15 aprile dalle ore 9.00 alle ore 15.00 è previsto un appuntamento con il Caleidoscopio del Lutto”.
Nella sede de Il Papavero in piazza Firmian ci sarà un laboratorio coordinato dalla psicologa Daniela Ceotto, coadiuvata dalla collega Maria Grazia Rigobello, da Chiara Codato ed Annalisa Dorigatti (insegnanti di scuola primaria) che parleranno con insegnanti, educatori e genitori sul tema della morte.
“Vogliamo fornire nuovi strumenti che possano aiutare i bambini che stanno vivendo una perdita ad esplorare i propri sentimenti. Abbracciando e accettando il dolore così come la vasta gamma di emozioni che dovranno affrontare negli anni a venire” sono le parole di Mara Zussa.

Foto. Mara Zussa @Il Papavero