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Elezioni provinciali, il combattente Christian Bianchi incoraggia gli Italiani a una maggiore dignità

25 Gennaio 2023

Elezioni provinciali, il combattente Christian Bianchi incoraggia gli Italiani a una maggiore dignità

La notizia che Christian Bianchi, sindaco di Laives voglia candidarsi alle prossime Provinciali dell’Alto Adige in una Lista civica ha suscitato diversi malumori nel Centrodestra e nella Destra. Come si è letto su qualche quotidiano locale una voce prestigiosa del panorama politico avrebbe tacciato di tradimento l’intenzione di Bianchi. Il Sindaco, però, non sembra preoccuparsi troppo delle reazioni poco composte del momento e intende tirare dritto per la sua strada. Dimostra di avere le idee chiare. La conferma viene dallo stesso interessato che abbiamo incontrato per conoscere più a fondo i suoi progetti politici circa questa importante scadenza elettorale.
Christian Bianchi esordisce ricordando che prima di diventare sindaco di Laives otto anni fa, già da molti anni era consigliere comunale d’opposizione. Racconta che  diverse volte negli ultimi anni era stato corteggiato con allettanti proposte di candidature politiche. Non aveva mai accettato, perché fino ad oggi aveva sempre  ritenuto che il suo ruolo precipuo fosse quello di essere unicamente al servizio della sua città. «Oggi ritengo che la mia esperienza potrebbe essere importante. Attualmente l’unico rappresentante della Bassa Atesina in Consiglio provinciale è Giuliano Vettorato. La Bassa Atesina è considerata la cenerentola dell’Alto Adige» – chiarisce il primo cittadino.
Bianchi ricorda che ancora nel 2015 fu siglato l’accordo sulla finanza locale, un’intesa valida fino al 2025. In quel patto era stato tenuto in considerazione lo stesso principio di distribuzione assunto nei dieci anni precedenti. Christian Bianchi è certo che solamente ribaltando questo criterio e distribuendo le finanze sulla base degli effettivi bisogni e necessità della popolazione del luogo si potrà rispondere con equità politico-sociale alle reali esigenze. «Laives ha un grosso deficit di considerazione e con la città tutta la Bassa Atesina. In questi anni ho sempre cercato di collaborare con i colleghi e i Sindaci della Bassa Atesina, a prescindere che fossero di lingua italiana o tedesca.»
Anche su Bolzano Bianchi pone l’accento su più di un problema urgente da affrontare, in particolare la questione del traffico. «Per risolverli è necessario un investimento eccezionale per il capoluogo, considerando, inoltre, che i soldi sono sempre stati trovati per realtà molto più piccole.»
Il Sindaco di Laives è un combattente, come aveva già dimostrato in occasione del referendum in merito all’approvazione o meno delle “norme sull’aeroporto di Bolzano” che definiva gli obiettivi di sviluppo dell’aeroporto e fissava il limite massimo di finanziamento pubblico dello scalo. In quell’occasione il Sindaco si era schierato apertamente per il NO. «L’attuale dimensione di volo non è paragonabile a ciò che sarebbe potuto accadere qualora avesse vinto il Sì. Bisognerà, però, contenere i jet privati.»
Vogliamo sapere dal candidato in pectore perché mai si voglia privilegiare una Lista civica rispetto all’orientamento partitico presente. «Il programma delle Civiche si qualifica per il coinvolgimento delle specificità territoriali che dovrebbero essere degnamente rappresentate. È importante che il potenziale Consigliere provinciale o membro di Giunta sia in collegamento effettivo con i territori che rappresenta. Non bisogna essere bollati di Centrodestra o di Destra, ciò che caratterizza una Civica è la gestione del territorio» – chiarisce Bianchi.
Circa il modo per arrivare concretamente alla realizzazione politica della Lista civica, Bianchi spiega che prossimamente ci sarà un coordinamento con tutti coloro che intendano collaborare con i diversi tavoli tematici per stendere quei singoli programmi che poi serviranno per la definizione del programma elettorale.
«Dobbiamo avere principi ispiratori, con alla base il ruolo della comunità italiana in questa terra. Gli italiani in Alto Adige cosa vogliono essere? Vogliono essere protagonisti?.»
Bianchi ricorda che lo Statuto di Autonomia garantisce una piena armonia tra i gruppi linguistici. Un fenomeno che andrebbe declinato per tutti i settori, partendo dalla scuola per arrivare all’economia e alla sanità. Secondo Christian Bianchi la l’obbligo della conoscenza delle due lingue, nonché il relativo attestato è divenuto un limite, non più una opportunità. A tal proposito per la Sanità le Autorità preposte hanno concesso una deroga mentre per i servizi d’assistenza, come nelle case di riposo, no. «Quando c’è un problema bisogna trovare un’adeguata soluzione!» – conclude Christian Bianchi.

Giornalista pubblicista, scrittore.
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