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Ascolto e dialogo per un futuro più giusto

23 Gennaio 2023

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Ascolto e dialogo per un futuro più giusto

“La società ha più che mai bisogno di un buon giornalismo, fatto con passione e professionalità”: così il vescovo Ivo Muser incontrando oggi a Bolzano i giornalisti per la ricorrenza di san Francesco di Sales, patrono della categoria. Il vescovo ha discusso con direttori e caporedattori delle sfide attuali per la Chiesa e la società e ha approfondito tre tematiche locali: l’emergenza abitativa, la lotta ad abusi e forme di violenza, le elezioni provinciali d’autunno.
Esattamente un secolo fa, il 26 gennaio 1923, papa Pio XI proclamava San Francesco di Sales patrono dei giornalisti: nello speciale anniversario dei 100 anni del loro santo protettore, il vescovo Ivo Muser ha invitato nel centro pastorale a Bolzano i giornalisti responsabili delle testate locali e i rappresentanti degli organismi professionali per uno scambio di opinioni sulle sfide che oggi interpellano la Chiesa e la società. In apertura il vescovo ha ricordato il tema scelto da papa Francesco per questa 57.ma Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, “Parlare col cuore: Veritatem facientes in caritate”: in un tempo “contraddistinto dalla guerra, da polarizzazioni e dibattiti esasperati – anche nella vita ecclesiale – siamo invitati ad andare controcorrente. È uno sforzo richiesto a tutti, ma in particolare agli operatori della comunicazione chiamati a svolgere la propria professione come una missione per costruire un futuro più giusto, più fraterno, più umano.” Dopo aver ringraziato i media locali per l’attenzione puntuale che riservano anche al messaggio della Chiesa, il presule ha affrontato con direttori e caporedattori alcune questioni di attualità.
Il vescovo ha ribadito che l’accoglienza nella stagione fredda richiede una carità intelligente, strutturata: “Chi ha responsabilità politiche nei Comuni, in Provincia e a livello nazionale deve farsi carico del problema, affinché gli aiuti non rimangano sempre e solo aiuti di emergenza. Serve una cooperazione a tutti i livelli e tra tutte le organizzazioni. Noi come Chiesa siamo pronti a fare la nostra parte.” La direttrice della Caritas Beatrix Mairhofer ha ricordato che negli ultimi dieci anni è cambiata la problematica e la figura del senza dimora e senza tetto: “Non si tratta solo di persone con problematiche sanitarie, psicologiche, psichiatriche, di dipendenze: abbiamo a che fare con persone che lavorano ma con contratti precari, i working poors, giovani, genitori separati, mamme single, famiglie, ma anche sfratti.” Per Caritas la casa è tra le priorità, ha sottolineato la direttrice: “In Alto Adige esiste un problema generale: la mancanza di alloggi a prezzi adeguati, soprattutto per lavoratori. I tempi di attesa delle case albergo ormai superano 12 mesi. Bisognerebbe rafforzare l’offerta, trovare soluzioni per rendere disponibili appartamenti sfitti, accelerare i tempi di ristrutturazione degli appartamenti IPES o comunali, trovare strade per invogliare i proprietari ad affittare con le dovute garanzie. Ma serve anzitutto anche la loro solidarietà.” La Caritas gestisce diversi servizi in collaborazione con i Comuni, le comunità comprensoriali, ASSB a Bolzano per 100.000 pernottamenti in media all’anno. “Inoltre servizi come consulenza sociale, distribuzione di cibo a Bolzano e Bressanone, che attualmente serve quasi 300 pasti al giorno, e servizi di consulenza a Bolzano, Merano, Brunico, Val Venosta”, ha ricordato Mairhofer.
Il vescovo ha incaricato l’Istituto di antropologia dell’Università Gregoriana di Roma di elaborare un progetto per e con la Diocesi, nella prospettiva di un futuro in cui la Chiesa sia un luogo sicuro che garantisce protezione ai minori e alle persone vulnerabili. I dettagli sono stati illustrati dal referente diocesano, don Gottfried Ugolini: “La Chiesa locale affronterà abuso di potere e violenza sessualizzata al suo interno con un processo in tre fasi: chiarire, elaborare, prevenire. La progettazione prevede fin dall’inizio il coinvolgimento del maggior numero possibile di persone, comprese le vittime di abusi. L’attuazione del progetto, che avrà l’apporto di esperti esterni della società civile, durerà da 2 a 3 anni investendo quattro ambiti ecclesiali: pastorale, formazione, Caritas, amministrazione.”
In autunno ci saranno le elezioni provinciali. Il vescovo Muser ricorda che “la politica non può certo fare tutto da sola, e sarebbe ingiusto ritenerla responsabile di tutto. Esiste una responsabilità del singolo che non può essere semplicemente liquidata e delegata ad altri. Sta a ciascuno di noi pretendere di meno e condividere di più. Mi auguro che, soprattutto in tempo di guerra in Europa, la retorica della campagna elettorale non degeneri in uno stile di comunicazione ostile. Evitare che si arrivi a questo e promuovere la moderazione spetta in primo luogo ai politici e ai partiti, ma anche a voi giornalisti, che portate il dibattito politico nella società attraverso i vostri media.”
Un anno fa, nella ricorrenza di San Francesco di Sales, il vescovo invitava ad affiancare ai corsi di deontologia dell’Ordine dei giornalisti anche corsi di formazione dedicati alla “carità professionale”. L’Ordine ha accolto l’invito e avviato la collaborazione con lo Studio teologico-accademico: il prossimo 2 marzo è in programma il primo evento di formazione con don Paolo Renner nel Centro pastorale a Bolzano sul tema Islam, islamismo e fake news. Nell’era digitale, sottolinea il vescovo, “la diffusione di falsità e i commenti offensivi lasciano le persone colpite senza difese. In questo quadro l’informazione oggettiva assume un ruolo cruciale, il giornalismo è e resta una bussola. Vi raccomando quindi di contrastare questa tendenza con un lavoro serio e responsabile. La società ha più che mai bisogno di un buon giornalismo, fatto con passione e professionalità.”
A nome degli organi professionali sono intervenuti la presidente dell’Ordine regionale dei giornalisti Lissi Mair e il segretario del Sindacato regionale Rocco Cerone, che ha donato al vescovo il libro celebrativo dei 50 anni del Sindacato giornalisti del Trentino Alto Adige.

 

 

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