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Alto Adige, impareggiabile scenario per riprese cinematografiche

23 Gennaio 2023

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Alto Adige, impareggiabile scenario per riprese cinematografiche

Il 2022’si è rivelato un anno cinematografico con un elevato interesse per l’Alto Adige, grazie al green shooting e l’ampia partecipazione a festival: bilancio positivo per Development e Marketing (IDM) Alto Adige

Il 2022 è stato contraddistinto da tre call di finanziamento: all’inizio dell’anno, in estate e in autunno. Ben 24 progetti provenienti dall’Italia, di cui 17 dall’Alto Adige, quattro progetti dalla Germania e uno dall’Austria sono stati proposti da una commissione di esperti e hanno ricevuto un finanziamento da parte del Fondo altoatesino per l’audiovisivo.

Quello che ci rende particolarmente soddisfatti è che, su un totale di 29 produzioni finanziate, 15 si sono impegnate a realizzare riprese sostenibili e “green”, seguendo quindi i criteri del green shooting. Questo sottolinea la volontà dell’industria cinematografica di lavorare in modo sostenibile e consapevole dal punto di vista ambientale e dimostra che l’introduzione di questo parametro è stata un passo importante – afferma Vera Leonardelli, direttrice del dipartimento Business Development di IDM. In effetti, nel 2022 sono state girate 37 produzioni, di cui 22 sostenute da IDM e altre 15, alcune delle quali sono state supportate dalla Film Commission di IDM attraverso progetti di consulenza durante le riprese. Se si guarda al valore aggiunto dei progetti finanziati, cioè al cosiddetto “effetto Alto Adige”, esso ammonta a molto più del 150 per cento della somma del finanziamento che una produzione deve, secondo le linee guida, reinvestire sul territorio – dichiara Leonardelli. «Lo scorso anno l’effetto Alto Adige è salito addirittura al 223 per cento».
Nel 2022, gran parte dei festival cinematografici si sono svolti nuovamente in presenza. I film sostenuti da IDM sono stati rappresentati anche in alcuni importanti festival. Ad esempio, il lungometraggio Hill of Vision, sulla drammatica storia di Mario Capecchi, poi premio Nobel, è stato presentato in anteprima al Bifest (Bari International Film Festival) e poi distribuito nelle sale italiane a partire da metà giugno. Il film documentario A noi resta il mondo di Armin Ferrari, sul collettivo letterario Wu Ming, è stato presentato in anteprima a metà giugno al Biografilm Festival di Bologna. Sisters di Linda Olte, una co-produzione della bolzanina Albolina Film con la lettone Fenix Film su due sorelle inseparabili ma molto diverse, è stato proiettato per la prima volta ad ottobre, in occasione del Warsaw Film Festival in Polonia. È stato presentato anche ai festival cinematografici di Riga (Lettonia) e di Tallinn (Estonia). Il pubblico della Festa del Cinema di Roma ha potuto vedere, nell’ambito della neonata serie “Freestyle”, il documentario Amate sponde di Egidio Eronico. E al Bolzano Film Festival sono stati proiettati anche quest’anno, nella rassegna Made in Alto Adige, diversi film sostenuti da IDM: Lovely boy, Aiuto, ho ristretto i miei amici!, BinIchDenn?, The red house e Lucifer. Nel concorso per il miglior documentario è stato proiettato anche Eva-Maria di Lukas Ladner, che racconta di una donna affetta da poliomielite che realizza il suo desiderio di diventare madre. Human Factors di Ronny Trocker è stato in concorso al festival come miglior lungometraggio. Il dramma racconta la storia di una famiglia che perde il proprio equilibrio a causa di un evento inaspettato. In occasione di un evento che si è svolto a Monaco di Baviera a inizio giugno, le produttrici Natalie e Sandra Hölzel hanno vinto il 28° “VGF-Nachwuchspreis” (Verwertungsgesellschaft für Nutzungsrechte an Filmwerken mbH), il premio per giovani talenti del valore di 60.000 euro. Le produttrici sono state premiate per il lungometraggio Windstill, della regista e sceneggiatrice altoatesina Nancy Camaldo, finanziato da IDM.
Circa una dozzina di progetti cinematografici hanno annunciato la loro intenzione di svolgere le riprese in Alto Adige. Tra questi è presente Zweitland, un lungometraggio dello sceneggiatore e regista altoatesino Michael Kofler, prodotto dall’altoatesina helios – sustainable films. Dall’idea alla sceneggiatura, fino alla realizzazione, il progetto è stato interamente ideato da mani altoatesine: Michael Kofler ha sviluppato la trama per questo progetto presso lo Script Lab RACCONTI di IDM. Il lungometraggio porta sullo schermo un pezzo di storia locale, gli anni dei bombardamenti – i cosiddetti “Bombenjahre”. Call me Levi di Neele Vollmar, prodotto dalla casa di produzione Lieblingsfilm di Monaco di Baviera, racconta la storia di Levi Strauss, il famoso inventore dei blue jeans. Le riprese in Alto Adige prenderanno il via all’inizio dell’estate. Le riprese del lungometraggio Le assaggiatrici, di Silvio Soldini, si svolgeranno invece sul nostro territorio in autunno. Prodotto dalle case di produzione Lumière & Co. di Milano e Tarantula di Liège, il progetto racconta il destino di una giovane donna costretta a lavorare come assaggiatrice per Adolf Hitler.

Foto. Windstill@IDM

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