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Alfredo Casella, l’indimenticabile poliedrico compositore che spazia dalla musica tonale a quella sperimentale

31 Luglio 2022

Alfredo Casella, l’indimenticabile poliedrico compositore che spazia dalla musica tonale a quella sperimentale

Alfredo Casella nasce a Torino il 25 luglio 1883. Esattamente sessanta anni dopo nella capitale d’Italia il Gran Consiglio del Fascismo approverà l’ordine del giorno per sfiduciare Mussolini. Casella, oltre ad essere stato un grande compositore, fa parte della lista dei più celebri pianisti italiani. Inoltre, è stato direttore d’orchestra, musicologo, didatta e revisore.
Alfredo inizia a studiare fin da fanciullo sotto la guida della mamma, anche lei pianista, benché dilettante. A soli tredici anni approda al conservatorio di Parigi, dove continua a perfezionarsi nello studio del pianoforte con Louis Diémer e studia composizione con il grande Gabriel Fauré, affiancato dal più eclettico e accademico Maurice Ravel. Con l’eccentrico Ravel entra presto in forte polemica e dopo solo due anni molla gli studi parigini per continuare da autodidatta.
Casella che amava essere controcorrente, si schierò apertamente a fianco di Claude Debussy, nonostante il compositore francese allora non fosse molto apprezzato negli ambienti parigini del tempo.
Fortemente influenzato dal tardo romanticismo di Richard Strauss e Gustav Mahler compone nel 1905 la sua prima sinfonia e esordisce come direttore d’orchestra nel 1908 a Monte Carlo.
Ritornato in patria dopo la Grande Guerra insegna pianoforte presso il conservatorio Santa Cecilia a Roma e nel 1917 fonda la Società Nazionale di Musica con lo scopo di promuovere la conoscenza della musica contemporanea. Ben presto diviene uno dei più conosciuti pianisti della sua generazione. Nel 1930 con il violoncellista Arturo Bonucci e il violinista Alberto Poltronieri fonda il Trio Italiano, ottenendo una grandissima notorietà in tutto il mondo. Casella si dedica anche alla lirica e alla stesura di libretti per opere, canzoni e musica da camera. Da alcuni brani poetici dell’opera di Rabindranath Tagore, che nel 1913 aveva valso all’autore il Premio Nobel per la letteratura, il compositore torinese crea nel 1915 le liriche che chiama L’adieu à la vie. Tra i suoi allievi spiccano Domenico De’ Paoli, Mario Peragallo, Camillo Togni, Lya De Barberiis, Martha Del Vecchio, Vera Gobbi Belcredi e non da ultimo la meranese Nives Stokel che è stata anche mia insegnante di pianoforte.
Con il Vate d’Italia Gabriele D’Annunzio e il veneziano Gian Francesco Malipiero nel 1923 fonda l’Associazione per la diffusione della musica moderna italiana, la Corporazione delle Nuove Musiche. Nel 1933, invece, fonda a Napoli l’Accademia Musicale Napoletana per valorizzare le caratteristiche e i significati della cultura musicale, soprattutto quella italiana.
Casella era un grande appassionato di Antonio Vivaldi, è anche grazie a lui che il genio barocco è stato degnamente riscoperto.
Senza alcun’ombra di dubbio Alfredo Casella ha costituito un collegamento tra quello che fu la musica tonale del 1800 e quella sperimentale del 1900.
Tra le sue opere importanti ricordiamo La donna serpente, Op.50; La rosa del sogno, Op.67; Sinfonia n.1 in si minore, op.5; Concerto in la minore per violino e orchestra op.48; Barcarola op.15; 11 Pezzi infantili, op.35; Scarlattiana per pianoforte e piccola orchestra, op. 44 e Notte di Maggio per voce e orchestra op. 20.
Tra i suoi scritti vanno ricordati Il Pianoforte, 3ª ed e I segreti della giara, nuova edizione a cura di Cesare De Marchi, postfazione di Giovanni Gavazzeni.
Il grande maestro muore il 5 marzo 1947 a Roma ed è sepolto nel cimitero del Verano.

Giornalista pubblicista, scrittore.
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