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Crisi della manodopera: e se fosse il lavoratore a proporre il proprio stipendio?

25 Giugno 2022

Crisi della manodopera: e se fosse il lavoratore a proporre il proprio stipendio?

Microsoft ha annunciato nuovi cambiamenti tesi a migliorare la cultura del posto di lavoro. Ogni anno viene condotta una analisi sulla parità di retribuzione e pubblicata pubblicamente i dati sulla parità di retribuzione. Tra le altre pratiche, Microsoft ha vietato la consuetudine di chiedere ai candidati lo storico dello stipendio degli anni passati.oggi ha annunciato di voler divulgare pubblicamente le fasce salariali in tutti gli annunci di lavoro interni ed esterni negli Stati Uniti, a partire da gennaio 2023. Queste informazioni aiutano i candidati nella ricerca di un lavoro, senza brutte sorprese, riducendo discriminazioni di genere e razziali. Ma, se gestita male, la policy potrebbe creare anche tensioni con i dipendenti di lunga data, che potrebbero rendersi conto di essere pagati meno dei nuovi arrivati e quindi decidere di andare via. D’altro canto, le offerte di lavoro pubblicate su Linkedin che contengono anche lo stipendio previsto sono aumentate del 44% ad aprile. Informazioni precise su quale sarà lo stipendio si trovano ormai nel 25-30% delle inserzioni negli Stati Uniti. Da qui una riflessione: e se fosse il lavoratore a proporre lo stipendio? Il titolare di un locale pubblico in Salento qualche giorno fa ha lanciato la provocazione: «Cerco personale. Lo stipendio lo decidete voi, il giorno libero e gli orari anche». E un ragazzo italiano che fa il barista in Germania, su Facebook ha pubblicato una richiesta di lavoro per tornare in Italia, chiedendo gli stessi compensi che percepisce a Berlino. Il post, in cui parlava di 1.800 euro al mese per otto ore al giorno, ha scatenato un putiferio di insulti sui giovani che pretendono paghe alte. Lui ha commentato: «La mia era una richiesta per vedere il mio Paese in che condizioni era, ma più che altro per vedere la reazione delle persone di fronte a una richiesta di lavoro “normale”».

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