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Processo pesticidi a Bolzano, deputato tedesco verde Karl Bär prosciolto

6 Maggio 2022

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Processo pesticidi a Bolzano, deputato tedesco verde Karl Bär prosciolto

Oggi, 06 maggio, durante il processo sui pesticidi altoatesino, il tribunale di Bolzano ha assolto Karl Bär da ogni accusa. Dopo che, già a gennaio di quest’anno, tutte le querele a carico dell’agronomo erano state ritirate, nella giornata odierna la procura di Bolzano ha chiesto la modifica dell’imputazione facendo così decadere l’accusa pendente di contraffazione del marchio che avrebbe dovuto essere dibattuta durante l’udienza di oggi. Karl Bär e l’Umweltinstitut München vengono perciò prosciolti. Per gli ambientalisti tale verdetto rappresenta un’importante vittoria in difesa del diritto alla libertà d’espressione.
Il processo contro Karl Bär si riferisce alla campagna lanciata dall’Umweltinstitut München nell’estate 2017 dal titolo “Pestizidtirol”, finalizzata a sensibilizzare l’opinione pubblica sul largo impiego di pesticidi in Alto Adige e al manifesto di denuncia esposto sempre nel 2017 nella fermata della metropolitana di Monaco di Baviera che riprendeva, in chiave satirica, una campagna turistica provinciale. Sito web e manifesto avevano lo scopo di evidenziare l’elevato utilizzo dei pesticidi nella provincia di Bolzano. Nonostante sia dimostrato che nei meleti altoatesini vengano applicate grandi quantità di pesticidi, dannosi per l’ambiente e la salute, Bär era a processo a Bolzano da settembre 2020 per il testo pubblicato sul sito web. Nel 2017 Karl Bär, all’epoca dipendente dell’Umweltinstitut München, è stato accusato di diffamazione e contraffazione del marchio dall’assessore provinciale altoatesino Arnold Schuler e da oltre 1370 agricoltori locali per la sua azione di sensibilizzazione rispetto all’elevato impiego di pesticidi nei meleti dell’Alto Adige/Südtirol. Dopo le rimostranze dell’opinione pubblica, sorte in Europa, tutti i querelanti hanno ritirato le proprie accuse a carico dell’agronomo tedesco che, nel frattempo, è stato eletto membro del Bundestag. Con la modifica dell’atto di imputazione, il tribunale di Bolzano si è subito pronunciato a favore di Bär. Questo perché nei processi per presunta diffamazione un ritiro di tutte le accuse porta a un proscioglimento immediato, a differenza delle contraffazioni legate ai marchi che sono perseguibili come reato d’ufficio nonostante l’assenza di querel
La corte ha prosciolto Bär dopo che, a seguito della forte pressione pubblica internazionale, tutti i 1376 querelanti altoatesini coinvolti hanno ritirato le proprie accuse. L’accusa di contraffazione del marchio, in quanto reato perseguibile d’ufficio, sarebbe rimasta in piedi ugualmente, anche dopo il ritiro di tutte le querele. Nonostante ciò, in occasione dell’udienza di oggi, il pubblico ministero ha richiesto la modifica dell’imputazione, che da contraffazione del marchio è stata convertita in diffamazione, portando così all’immediato proscioglimento di Bär. Motivazione per il proscioglimento: improcedibilità dell‘azione penale. Dopo oltre due anni di indagini e 20 mesi di processo si conclude una delle cause intimidatorie, contro un’organizzazione ambientalista, più clamorose in Europa
“A ottobre 2020 il Consiglio d’Europa aveva definito il processo altoatesino a carico del mio cliente un’azione legale strategica e quindi un vero e proprio attacco alla libertà d’espressione. Oggi possiamo dire di aver avuto la conferma di quanto questo fosse vero anche in tribunale” – commenta l’avvocato Nicola Canestrini che, insieme all’avvocatessa Francesca Cancellaro, rappresenta Karl Bär. “Questo verdetto deve essere un promemoria per tutte le realtà e i soggetti di potere: devono smetterla di utilizzare il sistema giudiziario in modo abusivo per intimidire le voci critiche attraverso processi lunghi ed esosi”- afferma Canestrini.

Foto. Karl Bär

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