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UN DOCUFILM PER RISCOPRIRE LA PRESENZA ROMANA SULLE ALPI

19 Aprile 2022

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UN DOCUFILM PER RISCOPRIRE LA PRESENZA ROMANA SULLE ALPI

Il video, che sarà introdotto e proiettato nella sala comunale di San Lorenzo di Sebato alle 19.30, racconta la rete informale tra strutture e territori accumunati dalla presenza di importanti siti di epoca romana: oltre a raccontare le testimonianze presenti a San Lorenzo di Sebato e al Museum Mansio Sebatum, approfondisce patrimonio e proposte del MARC – Museo Archeologico di Pieve di Cadore (Belluno) e del Museo e parco archeologico di Aguntum (Lienz).
Il Museum Mansio Sebatum di San Lorenzo di Sebato (Bolzano), il MARC – Museo Archeologico di Pieve di Cadore (Belluno) e il Museo e il parco archeologico di Aguntum (Lienz) sono stati raccontati in un film, collegati dal fil rouge della storia: le tre realtà, partner nel progetto Interreg Italia – Österreich “Archeologia in rete: gli antichi abitanti delle Alpi Orientali”, sono infatti accomunate dall’essere custodi di importanti testimonianze di epoca romana in quota. Il video, della durata di circa mezz’ora e realizzato dal regista Jiri Gasperi, sarà presentato mercoledì 20 aprile alle 19.30 nella sala comunale di San Lorenzo di Sebato.
Il filmato riassume il valore dei tre luoghi, evidenziando anche gli interventi locali compiuti nell’ambito del progetto Interreg: il Consorzio turistico di Brunico in collaborazione con il museo ha portato a termine interventi di restauro nelle aree archeologiche di “Balnea” e “zona artigianale”, che fanno riferimento al Museum Mansio Sebatum, finalizzati a una più approfondita conoscenza dei siti e a una loro accessibilità; il MARC di Pieve di Cadore, gestito dalla Magnifica Comunità di Cadore, ha provveduto al restauro e alla ricollocazione del grande mosaico custodito nel museo, parte della pavimentazione originale di un’abitazione romana di età imperiale rinvenuta nel 1951 di fronte al Municipio di Pieve di Cadore; infine, la direzione del Museo di Aguntum ha realizzato una modellazione 3D dell’insediamento romano “Municipium Claudium Aguntum”, analizzando e ricostruendo il quadrato d’insieme della città romana con tecniche digitali che consentiranno ai visitatori di comprenderne la complessità costruttiva, la strutturazione e l’estensione.
Il film offre una visione suggestiva della movimentata storia romana dell’arco alpino orientale e presenta i tre musei protagonisti di questo progetto. – spiega il direttore del museo Mansio Sebatum Ingemar GräberÈ il risultato di un’efficace collaborazione transfrontaliera. Vorrei a tal riguardo esprimere un ringraziamento particolare ai partner del progetto nonché alle istituzioni interessate e a tutti i partecipanti”.
Non solo, il progetto suggerisce anche un inedito itinerario turistico, tra boschi, antiche direttrici romane e testimonianze di città: dai resti di Aguntum, alle porte di Lienz, all’antica Sebatum, oggi San Lorenzo di Sebato, fino al Cadore e all’area sacra di Lagole, ben 123 chilometri sulla traccia della Strada regia orientale e della Via Aguntum Vipitenum, che lega i tre maggiori siti archeologici della regione, nel verde, tra i fiumi Drava, Rienza e Isel.
Il docufilm è disponibile nel supporto dvd nei tre musei coinvolti nel progetto, in lingua italiana e in lingua tedesca, inoltre verrà messo in onda prossimamente dalla Rai Alto Adige.

Per informazioni:
https://www.mansio-sebatum.it/it/;
http://www.magnificacomunitadicadore.it/cadore/musei/1/marc-museo-archeologico-cadorino.html;
https://www.aguntum.at/it/

Foto, Mansio Sebatum/c-Caroline Renzler

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