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Innovazione Localizzazione automatizzata degli oggetti, ci pensano elektro a.haller, Eurac Research e lvh.apa

28 Aprile 2022

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Innovazione Localizzazione automatizzata degli oggetti, ci pensano elektro a.haller, Eurac Research e lvh.apa

Nasce il primo sistema brevettato per la localizzazione automatizzata degli oggetti e nasce per rispondere a un’esigenza diretta delle imprese. Un progetto che si è sviluppato dalla cooperazione tra elektro a.haller, Eurac Research e lvh.apa e che recentemente ha raggiunto una pietra miliare: la fondazione della start-up Receptic. I tre attori sono stati messi in rete da NOI Techpark, l’hub dell’innovazione dell’Alto Adige la cui mission è proprio quella di mettere la ricerca al servizio delle aziende locali e promuovere una collaborazione attiva tra istituzioni, laboratori e imprese private.
In cosa consiste? Ogni anno, gli artigiani e le aziende – soprattutto quando lavorano nei cantieri edili o si occupano di assemblaggio – perdono strumenti preziosi, tra cui attrezzi per la misurazione, luci da lavoro o macchine da perforazione. Questo causa danni finanziari alle aziende e ne limita l’efficienza. Fino a oggi non esisteva uno strumento che consentisse di tracciare gli utensili senza un intervento da parte degli artigiani. L’idea di sviluppare un sistema automatico di tracciamento digitale degli attrezzi è emersa per la prima volta durante un workshop di lvh.apa ed è stata portata avanti durante il NOI Hackathon del 2019. «Volevamo sviluppare un sistema che impedisse la perdita degli attrezzi da lavoro, senza un impegno extra degli artigiani. Grazie alla rete di lvh.apa e NOI Techpark e al supporto del team di Eurac Research, siamo riusciti a trovare una soluzione promettente. Un sistema che stiamo ulteriormente sviluppando con il nostro partner A-Net e che potrà essere molto utile non solo per noi ma per molte imprese artigiane, in Alto Adige e oltre», afferma l’amministratore delegato di Receptic, Mirko Haller. 
«Rispetto ad altri sistemi, la nostra soluzione si basa sulla combinazione di transponder di piccole dimensioni – i beacon – e un gateway capace di gestire automaticamente questi transponder», spiega Roberto Monsorno, direttore del Center for Sensing Solutions. «I beacon, che sono attaccati ai singoli attrezzi, comunicano con i gateway, come il magazzino, il cantiere o il camion di consegna, e segnalano immediatamente, tramite un software specifico, se uno o più strumenti sono mancanti».
Receptic sta per iniziare lo sviluppo sperimentale, costruendo e testando dei prototipi. Il prossimo grande passo per Haller e Monsorno è chiaro: completare lo sviluppo e puntare all’ingresso sul mercato.

Foto. © Receptic

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