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UIL SCUOLA: “STRAORDINARI PER LA MENSA? UN BOCCONE AVVELENATO”

23 Marzo 2022

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UIL SCUOLA: “STRAORDINARI PER LA MENSA? UN BOCCONE AVVELENATO”

La decisione della giunta provinciale di riconoscere come ore straordinarie la sorveglianza in mensa dei docenti alle scuole primarie è stata accompagnata da annunci al miele da parte dell’esecutivo “Un riconoscimento giusto per gli insegnanti” le dichiarazioni degli assessori competenti Giuliano Vettorato, Philipp Achammer e Daniel Alfreider. Peccato che i docenti non la pensino proprio così e i sindacati non esitino a definirlo un boccone avvelenato che nasconde più insidie che riconoscimenti.
“Hanno travestito una situazione rischiosa in una grande e benevola concessione ma è bene sottolineare quali forti rischi e contraddizioni hanno taciuto” le parole del segretario regionale della Uil Scuola Marco Pugliese. “Prima di tutto ci troviamo di fronte ad una situazione che permetterà l’ingresso delle cooperative di servizio nella sorveglianza in mensa. Organismi che, di fatto, costano meno degli insegnanti. Oltre le 24 ore (22 regolari e 2 straordinarie) la Provincia non può imporre la presenza ai docenti quindi, a fronte di possibili dinieghi, ecco che l’amministrazione avrebbe le mani libere per rivolgersi all’esterno con personale meno retribuito e meno qualificato. Che sia questo l’obiettivo vero?”.
Per quanto non subito intuibile la nuova decisione nasconderebbe, per il sindacato, anche un pericolo occupazionale. “È matematica – continua Pugliese – perché se elimini tutte le ore di mensa dai monti orari complessivi significa che le 22 ore obbligatorie ad insegnante saranno unicamente da considerare sulla classe con conseguente contrazione delle ore disponibili in totale. Quindi meno insegnanti”.
Alcuni docenti, tuttavia, potrebbero anche essere contenti di una nuova opportunità di guadagno. “Certo ma non è che stanno regalando nulla. Stanno semplicemente aumentando il carico orario complessivo per chi farà sia didattica sia sorveglianza in mensa. Mi pare anche ovvio che a fronte di un aumento del tempo richiesto corrisponda uno stipendio più alto”.
Il metodo, inoltre, non è piaciuto. “Una decisione calata dall’alto senza averci mai chiesto nulla nè contattato. Chiediamo immediatamente un confronto o, quantomeno, un sondaggio reale del pensiero del corpo docenti provinciale” chiede Pugliese. “Scopriranno che nessuno sta ringraziando sperticatamente per questa concessione. Anzi. Non si capisce, inoltre, perché tutto questo venga applicato solo alla scuola primaria mentre la scuola media (secondaria di primo grado) rimane sostanzialmente ignorata. Sono molto belli i discorsi sull’importanza delle 22 ore frontali di didattica ma quando si fanno queste analisi bisognerebbe pure ricordare che in moltissime scuole del territorio non si riesce neppure a garantire le compresenze. Mancano anche insegnanti di sostegno. Non potrebbero investire questi due milioni di euro nel rafforzamento vero della didattica e di questi aspetti prioritari?”.

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