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L’esodo giuliano-dalmata in Alto Adige, conferenza pubblica alla Sala Rosenbach di Bolzano

9 Febbraio 2022

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L’esodo giuliano-dalmata in Alto Adige, conferenza pubblica alla Sala Rosenbach di Bolzano

Giovedì 10 febbraio alle ore 18.00 presso la Sala Rosenbach in piazza Nikoletti a Oltrisarco, In occasione del Giorno del Ricordo e dell’inaugurazione dell’Area Memoriale, il Comune di Bolzano ed il Centro per la Pace organizzano un incontro di approfondimento sul ruolo della comunità giuliano-dalmata in Alto Adige con gli architetti che hanno progettato la nuova Area Memoriale e gli storici che hanno contributo agli approfondimenti. Interverranno: Carla Ferrer e Marco Jacomella Iter Studio,(progettisti Nuova Area Memoriale); Raoul Pupo storico, (Università di Trieste); Joachim Gatterer.  ricercatore presso il Centro di competenza Storia regionale dell’UniBZ; Elena Tonezzer,
ricercatrice presso la Fondazione Museo Storico del Trentino; Egea Haffner – in collegamento testimone dell’esodo giuliano-dalmata, autrice del libro “La bambina con la valigia”.  Introduzione e moderazione di Giorgio Mezzalira, storico, socio fondatore del gruppo “Storia e regione/Geschichte und Region” e membro del Comitato di indirizzo della Fondazione Museo Storico del Trentino. Ingresso libero con Super Green Pass e mascherina Ffp2.
L’Istria, Fiume e la Dalmazia hanno vissuto nel Novecento l’avvicendarsi di tutti i regimi politici che hanno fatto la storia del secolo scorso: l’impero austro-ungarico attraversato dai nazionalismi, il fascismo, l’occupazione nazista, la dittatura comunista. Molte le vittime tra gli slavi e gli italiani che lì vivevano. Molte le tragedie che colpirono intere popolazioni. Tra il 1943 e la fine degli anni Cinquanta più di un quarto di milione di uomini, donne e bambini appartenenti alle comunità italiane storicamente insediate furono costretti ad emigrare in massa da quei territori, passati sotto il controllo jugoslavo. Il lungo esodo dei giuliano-dalmati, che cancellò quasi integralmente dall’Istria, Fiume e la Dalmazia la secolare presenza italiana, ebbe molteplici motivazioni. La memoria degli esuli porta ancora l’indelebile marchio della paura, l’eco del trauma delle foibe, la situazione di costante insicurezza che derivava dall’azione di un regime stalinista, da parte del quale gli italiani erano visti con pregiudiziale sospetto e che mostrava la mano pesante non solo verso i reali oppositori, ma nei confronti di chi anche solo si mostrasse tiepido nel rispondere agli appelli alla mobilitazione. L’esodo non è solo storia di un doloroso distacco, di uno sradicamento, è anche la storia di una diaspora, di arrivi, di profuganza, di difficoltà di integrazione in quella stessa madrepatria che avrebbe dovuto accoglierli. Dispersi in oltre cento campi di raccolta disseminati nel nostro paese, alcune migliaia giunsero anche in Trentino Alto Adige. Essi vissero per molto tempo in situazioni di emergenza, nella provvisorietà e nella promiscuità, spesso attorniati da un clima di avversione e indifferenza.
L’inaugurazione a Bolzano dell’Area Memoriale dedicata ai giuliano-dalmati in occasione del Giorno del Ricordo consente di tornare ad un confronto da vicino con questa storia.

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