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Max Weiler artista celebre nel mondo, quasi sconosciuto in Italia

29 Gennaio 2022

Max Weiler artista celebre nel mondo, quasi sconosciuto in Italia

Affresco alla Theresienkirche presso Innsbruck

Max Weiler è stato senza ombra di dubbio uno dei più incisivi artisti della Repubblica austriaca. In Italia forse non è molto conosciuto dal grande pubblico, benché sia stato il rappresentante dell’Austria alla XXX. Biennale di Venezia nel 1960. Non è una grande novità che rassegne come la Biennale o la Documenta facciano testo solamente in certi ambienti. Dal 1963 esiste nei programmi della scuola secondaria di primo grado, allora scuola media, l’educazione artistica, tuttavia gli sforzi per educare i giovani ad apprezzare l’arte hanno dato scarsissimi risultati. Non è un caso quindi che il grande pittore Max Weiler sia conosciuto solo da pochi iniziati. Mi sento in dovere come intellettuale e come artista di scriverne sul nostro giornale per tentare di colmare questa grave lacuna.
Weiler era nato ad Absam, in Tirolo, il 27 agosto 1910 nei pressi della piccola cittadina di Hall. A soli vent’anni riuscì ad essere ammesso all’Accademia di Belle Arti di Vienna, dopo aver frequentato il liceo dei Francescani a Mehrerau vicino a Bregenz e a Hall, nonché l’Istituto Magistrale a Innsbruck, dove conseguì la maturità. All’Accademia di Belle Arti studiò con il famoso pittore viennese Karl Sterrer, quando iniziò ad interessarsi per l’antica pittura cinese della dinastia Sung, una forma d’arte che successivamente influenzò notevolmente il suo stile. Solo pochi anni dopo, nel 1936, accettò l’incarico dell’architetto Clemens Holzmeister di collaborare ai lavori di decorazione della cappella austriaca per la mostra internazionale del 1937, nonché la pittura su vetro “Bund im Blut des Sohnes”. Nel 1945 dipinse degli affreschi nella splendida chiesa presso la rocca Hungerburg di Innsbruck. Scegliendo di raffigurare i tirolesi con i loro costumi tradizionali ai piedi del Gesù crocifisso, Weiler scatenò un dibattito polemico, tanto che per diversi anni gli affreschi furono coperti alla vista del pubblico. Nulla di strano, considerando i molti episodi di intolleranza avvenuti nella storia dell’uomo. Basti pensare agli affreschi di Michelangelo nella Sistina parzialmente ritoccati da Daniele da Volterra, detto il Braghettone.
Dagli anni Cinquanta Max Weiler iniziò a dedicarsi ad una pittura più informale, allontanandosi da ogni forma di arte figurativa. Dopo l’importante presenza alla Biennale di Venezia iniziò ad insegnare all’Accademia di Belle Arti di Vienna nel 1964, dove rimase fino al 1981. Nel 2001 morì all’età di 90 anni nella capitale austriaca, conosciuto in tutto il mondo come uno dei più importanti esponenti dell’arte austriaca del ventesimo secolo.

Foto, affresco presso la stazione ferroviaria di Innsbruck

Giornalista pubblicista, scrittore.
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