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Muser, un Natale per ritrovare il senso di comunità

25 Dicembre 2021

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Muser, un Natale per ritrovare il senso di comunità

“Questo Natale nel secondo anno di pandemia può aiutarci a ripensare le nostre convinzioni e abitudini, a riconoscere ciò di cui possiamo fare a meno. Questo Natale può aiutarci a ritrovare la nostra comunità, a riscoprire tutto ciò che ci unisce e che è stato compromesso dalla crisi”: il richiamo a una nuova coesione sociale è stato un passaggio centrale dell’omelia del vescovo Ivo Muser oggi nel pontificale di Natale celebrato in duomo a Bolzano.

Condizionata per il secondo anno dalle misure di prevenzione anti-Covid e dal contingentamento dei posti, si è celebrata nel duomo di Bolzano la Santa Messa di Natale presieduta dal vescovo Ivo Muser. Nella sua omelia il presule ha ribaltato la prospettiva di chi dice: dobbiamo salvare il Natale. “No, è il Natale che salva noi! Soprattutto questo Natale, ancora nella pandemia, può fa emergere con chiarezza cosa ci salva”, ha detto Muser. E ha specificato che “non è certamente la mentalità volta a raggiungere un costante ‘di più’ nel nostro modo di vivere, nelle nostre abitudini consumistiche, nelle nostre pretese. Il cambio di prospettiva del Natale è diverso: Dio non è diventato ‘più’, ma si è fatto ‘meno’”.

Proprio questo diventare umano per noi, ha continuato il vescovo, “ci salva: se lo vogliamo e lo permettiamo. Dobbiamo cercare Dio dove c’è bisogno di umanità, e lo troviamo nelle persone che sono in crisi sul piano materiale e finanziario, sul piano spirituale, fisicamente e psicologicamente. Lo troviamo nella quotidianità del nostro lavoro, negli ospedali e nelle case di riposo, nelle zone di crisi e di guerra, nelle realtà che non guardiamo volentieri.”

Con i fedeli riuniti per la celebrazione trilingue monsignor Muser ha poi riflettuto su cosa sia il coronavirus: “Un incubo che speriamo sia finito e dimenticato al più presto, così che tutto torni come prima? Oppure, alla luce del mistero del Natale, è qualcosa di più: un invito a fermarsi, a cambiare prospettiva, a non continuare semplicemente come se niente fosse? Abbiamo ancora bisogno del Salvatore che celebriamo a Natale, o ci aspettiamo la salvezza dal nostro sforzo per ottenere sempre di più?”

Questo secondo Natale con il virus, ha osservato il vescovo, “può aiutarci a ripensare le nostre convinzioni e abitudini e anche a riconoscere tutto ciò di cui possiamo fare a meno. Questo Natale può aiutarci a ritrovare la nostra comunità, a riscoprire ciò che ci unisce e che è stato compromesso dalla crisi: nelle nostre relazioni interpersonali, al di là di ogni classe sociale, nonostante le diverse posizioni in politica e nella società. Dobbiamo sforzarci di capire cosa muove le persone, specialmente quelle che si lasciano influenzare dalla paura e dalla sfiducia.” Da qui la via d’uscita indicata da Ivo Muser: “Abbiamo bisogno di una nuova coesione, di solidarietà e umanità. Senza fiducia non c’è speranza e non c’è futuro.”

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