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ANGELUS LOCI, installazioni d’artista e una piccola mostra di Anton Hofer per il Natale a Bolzano

16 Dicembre 2021

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ANGELUS LOCI, installazioni d’artista e una piccola mostra di Anton Hofer per il Natale a Bolzano

Di Sylvia Hofer

Fino al 6 gennaio 2022, prosegue il progetto “Angelus Loci” che accompagna il programma del Natale a Bolzano – Città degli Angeli Oltre alle quattro installazioni site-specific create dagli artisti altoatesini Carla Cardinaletti, Michael Fliri, Elisa Grezzani e Hubert Kostner, completano il progetto due macro-collage dedicati al tema dell’Angelo in Piazza Mazzini e Piazza Matteotti e una piccola esposizione di riproduzioni di angeli Jugendstil dell’artista Anton Hofer all’Hotel Città. Il progetto “Angelus Loci”, commissionato  dalla Città di Bolzano è curato e coordinato dallo studio di comunicazione franzLAB, in collaborazione con l’Azienda di Soggiorno di Bolzano.
Sopra a Piazza Mazzini – idealmente posizionata lungo il percorso aereo che separa le catene montuose dell’Alto Adige e l’ospedale San Maurizio – passano ogni giorno gli elicotteri dei volontari di CNSAS – Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, Aiut Alpin Dolomites, HELI – Flugrettung Südtirol/Elisoccorso Alto Adige e Bergrettungsdienst im Alpenverein Südtirol Landesverband/Soccorso Alpino dell’Alpenverein Suedtirol Unione Provinciale. È a questi “Angeli della montagna” che è dedicata l’installazione – tra fotografia e infografica – che andrà a ricoprire integralmente per tutto il periodo natalizio uno dei cubi d’ingresso al garage di Piazza Mazzini.
Quattro macro riproduzioni fotografiche di altrettante montagne altoatesine, una per ogni latitudine (fotografate dal fotografo Leonhard Angerer), ospiteranno alcune infografiche che raccolgono in modo semplice e chiaro, una serie di dati realitivi all’attività di soccorso alpino in Alto Adige. La visualizzazione del numero di salvataggi svolti in un anno, la quantità di soccoritori coinvolti e via dicendo, è pensata per sensibilizzare cittadini e turisti sul delicato, rischioso e prezioso lavoro di chi ogni ogni giorno si mette a disposizione degli altri per garantirne la sicurezza in montagna.
Il materiale sul quale verranno stampate le immagini fotografiche, verrà recuperato, l’ufficio stile di Salewa realizzerà il design di uno zaino che sarà poi acquistabile in edizione limitata nei suoi shop: il ricavato delle vendite, sarà interamente devoluto al soccorso alpino altoatesino.
L’angelo è un motivo frequente non solo nell’arte, ma anche nella letteratura, nella musica, nell’architettura e non da ultimo nella cultura popolare. Angeli bambini, angeli volanti, angeli custodi, angeli di legno o porcellana, adornano strade, case, muri, mensole, tavoli domestici e, naturalmente, alberi di Natale. Anche piante, montagne, prodotti da forno e moltissime persone, portano il loro nome.
A metà tra una mostra urbana e un gioco, l’installazione sul grande cubo in piazza Matteotti è un omaggio alle tante rappresentazioni angeliche che si possono ritrovare a Bolzano e in Alto Adige.
Negli spazi del caffè dell’Hotel Città di Bolzano, una piccola mostra presenterà 4 riproduzioni di altrettanti angeli Jugendstil dell’artista bolzanino Anton Hofer, che proprio in Piazza Walther aveva il suo studio.
Anton Hofer (Bolzano, 1888 – Bolzano, 1979) compie i suoi studi a Vienna alla k. k. Kunstgewerbeschule (oggi Scuola di Arti Applicate). Dal 1908 al 1912 frequenta i corsi di pittura di Koloman Moser, una delle personalità di maggiore spicco per l’evoluzione artistica e stilistica dell’arte viennese. Ancora studente, Hofer ottiene fama e riconoscimenti, vincendo – nel 1910 – il concorso per la Regalia Pontificia, indetto dal monastero di Klosterneuburg. Queste vesti mariane – che fecero molto scalpore al tempo – rappresentano un eccezionale esempio di Art Nouveau.
In seguito aderisce, al Wiener Werkstätte e entra a far parte del Deutscher Werkbund (La “Lega tedesca artigiani”). Influenzato dalla Secessione, si interessa alle arti e ai mestieri, in particolare al design tessile.  A Vienna sposa nel 1919 May Ottawa, conosciuta all’Accademia e che in seguito si affermerà come artista, con le sue opere in smalto e gli arazzi realizzati con applicazioni di tessuto. Nel 1920 Hofer torna a Bolzano con la moglie May, incontrando, inizialmente, una totale incomprensione della sua arte. In seguito si afferma come architetto, pittore e designer, con una particolare attenzione verso le arti e i mestieri di alta qualità. L’idea di Hofer di introdurre il design artistico in tutti gli ambiti della vita, a più livelli, è alla base della sua intera opera. Il suo design d’avanguardia e senza tempo, per mobili, stoviglie e tessuti, affascina – ancora oggi – con il suo stile estetico-funzionale e la sua purezza lineare.
Oltre a numerosi lavori, su commissione, per la progettazione di ex libris, targhe, loghi o insegne, Hofer disegna anche numerosi manifesti: uno dei suoi principali obiettivi è la creazione di caratteri tipografici funzionali, insoliti e fantasiosi.
Per molto tempo avvia anche una fruttuosa collaborazione con la tessitura Ulbrich di Brunico. I suoi disegni per tovaglie vengono realizzati ancora oggi su ordinazione.
L’abbondanza di motivi grafici varia dalle linee geometriche rigorose e ornamentali che corrono delicatamente sulla stoffa, agli elementi naturalistici astratti – tutti caratterizzati da raffinati cromatismi. Con il suo lavoro, Hofer partecipa a numerosi concorsi e mostre, ottenendo spesso il primo premio, come alla Mostra delle arti e mestieri di Firenze, nel 1933, per il design di arredo. Oltre al suo lavoro, Anton Hofer è attivo anche in attività artistiche legate alla città di Bolzano e membro fondatore dell’Associazione Artisti Sudtirolesi.
Lascia un’opera completa, straordinaria per l’ampiezza e la varietà di manufatti artistici.

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