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Al via le riprese green in Alto Adige

27 Novembre 2021

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Al via le riprese green in Alto Adige

Cosa hanno in comune i progetti cinematografici “BinIchDenn”, “Deer Girl”, “Ein ganzes Leben” e “Joe der Film”, ai quali sono stati recentemente assegnati i finanziamenti da IDM Alto Adige? Sono le prime produzioni che gireranno in Alto Adige secondo i criteri del “Green Shooting”, che a febbraio è stato approvato dalla Giunta provinciale all’interno dei criteri di applicazione del Fondo altoatesino per l’audiovisivo. Nella loro domanda di finanziamento, i quattro progetti cinematografici si sono impegnati a rispettare alcuni parametri per rendere le riprese nel nostro territorio il più sostenibili possibile. I progetti riceveranno il supporto di consulenti appositamente formati, i “Green Consultant”. Se la produzione soddisfa tutti i criteri, riceve un certificato. Le riprese “green” sono un concetto che promuove e rende possibile l’applicazione di metodi di produzione rispettosi dell’ambiente.

«Il business del cinema riveste un ruolo importante in Alto Adige, perché non solo promuove il patrimonio artistico e culturale, ma crea anche un valore aggiunto attraverso il finanziamento dei film», afferma l’assessore provinciale all’economia Phillip Achammer. «La popolarità dell’Alto Adige come location cinematografica è collegata in particolar modo alla bellezza della nostra natura. Vogliamo preservare il territorio come luogo in cui lavorare e vivere, per questo è stata una conseguenza logica stabilire il concetto di sostenibilità anche nel settore cinematografico. Lo abbiamo fatto includendo il certificato “Green Shooting” nei criteri di finanziamento. Proprio ora questa certificazione ha preso il via».

Anche Giuliano Vettorato, assessore provinciale all’ambiente, si dice soddisfatto delle nuove linee guida: «L’Alto Adige ha l’ambizione di diventare una regione modello nell’ambito della sostenibilità in Europa. Se vogliamo raggiungere questo obiettivo, dobbiamo proteggere le nostre risorse naturali, che sono la base di molti settori della nostra vita. Accolgo quindi con entusiasmo la volontà di prestare attenzione anche all’equilibrio “green” nei progetti cinematografici», dichiara l’assessore provinciale all’ambiente Giuliano Vettorato.

Il certificato “Green Shooting” è stato sviluppato da IDM insieme a molti partner, e prevede un intero catalogo di vari criteri, che devono essere seguiti. Questi criteri sono stati concordati con le maestranze locali e con i fornitori di servizi cinematografici, per garantire che i parametri possano essere effettivamente implementati. Questi includono, tra le altre cose, l’utilizzo di energia e fonti di luce rinnovabili, l’uso del trasporto pubblico dove possibile o di veicoli ecologici dove necessario. Inoltre, per esempio, almeno il 50% del cibo consumato sul set deve provenire da produzione regionale e/o biologica, devono essere evitati gli imballaggi monouso e di plastica e i rifiuti inutili e bisogna prestare attenzione a separare e smaltire correttamente i rifiuti.

Coloro che vogliono procedere verso la certificazione devono indicarlo nel momento in cui fanno domanda di finanziamento. Il rispetto delle misure prescritte, per le quali vengono assegnati di volta in volta dei punti, avviene attraverso la collaborazione con un cosiddetto “Green Consultant”. Le produzioni cinematografiche vengono inoltre controllate dall’Ökoinstitut Alto Adige su incarico dell’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima che, in caso di esito positivo, assegna il certificato “Green Shooting”. Per sostenere nel miglior modo possibile le produzioni in loco nell’implementazione dei criteri, IDM ha organizzato diversi workshop in collaborazione con l’Ökoinstitut, in cui sono stati formati i “Green Consultant”, attualmente sei. Grazie a questa qualifica, i “Green Consultant” forniscono un supporto alle società di produzione, così che riescano a adeguarsi senza problemi alle misure prescritte.

«Grazie ai finanziamenti cinematografici, in Alto Adige è nato un nuovo e fiorente settore economico che funziona molto bene», riassume Erwin Hinteregger, Direttore Generale di IDM, aggiungendo: «Naturalmente è importante che anche questo settore si sviluppi in modo sostenibile e stia attento alle nostre risorse. Questo certificato è un buon metodo per impegnare il settore in un approccio sostenibile».

Foto/c-Martin Rattini

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