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Bolzano. Assistenza alle persone bisognose, artigiani preoccupati, serve una programmazione organica

18 Ottobre 2021

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Bolzano. Assistenza alle persone bisognose, artigiani preoccupati, serve una programmazione organica

Da via Marconi al centro artigianale “Calabrini” dei Piani, senza dimenticare la cittadella delle piccole imprese in via von Comini (Consorzio Torricelli): gli artigiani esprimono forti perplessità sui progetti di nuovi centri di assistenza per le persone bisognose, attualmente al vaglio della Giunta comunale di Bolzano.
“Far convivere centri artigianali e persone in difficoltà, per lo più in spazi ridotti e storicamente non sufficienti alle attività produttive come quelli a disposizione del polo produttivo Calabrini in via Macello, è prima di tutto rischioso dal punto di vista della sicurezza delle persone assistite”, afferma il presidente regionale  di CNA, Claudio Corrarati che aggiunge: “Da sempre le aziende artigianali si sono insediate lì dove la propria attività con mezzi pesanti e veicoli commerciali non fosse di impatto per la città e per le persone. Portare ora in questi poli produttivi, densi di micro e piccole-medie imprese, alcune attività assistenziali significa rischiare di non garantire alle persone che vi accedono un’adeguata sicurezza. Va anche sottolineato che queste aree non ospitano soltanto aziende, ma anche alloggi di pertinenza, come previsto dalle norme urbanistiche, quindi intere famiglie di cittadini che abitano nelle zone produttive. Prima di creare nuovi punti di ritrovo, è necessario confrontarsi e dialogare con chi in questi spazi ci lavora e ci vive, valutando per tempo tutti i possibili accorgimenti che riducano al minimo l’impatto. Ad esempio raggiungibilità, mezzi di trasporto, vigilanza, pronto intervento in caso di problemi di ordine pubblico”.
Sul tema dell’assistenza, CNA SHV Alto Adige chiede a gran voce che le parti interessate vengano convocate ad un tavolo per programmare in modo organico. “Non si può andare avanti con soluzioni tampone, serve una programmazione chiara e duratura in ambito sociale – precisa Corrarati -. I progetti delle mense per persone in difficoltà ai Piani e in via Marconi vanno ad aggiungersi ad altri progetti assistenziali già avviati in altri insediamenti artigianali della città. Si pensi, per esempio, alla struttura attigua alla cittadella dell’artigianato e dei servizi in via von Comini. Vogliamo ribadire che l’aiuto e l’assistenza a chi ha bisogno è una priorità sociale per tutti, anche per gli imprenditori e per i loro collaboratori – conclude Claudio Corrarati –. Ecco perché condividiamo l’osservazione del sindaco Caramaschi sulla necessità di spalmare queste strutture di accoglienza su tutto il territorio provinciale. Comprendiamo che il capoluogo, anche per questioni di densità abitativa, debba recitare un ruolo assistenziale e sociale molto forte, ma non si può nemmeno pensare di utilizzare, per questi scopi, solo e sempre i centri artigianali. Se la giunta comunale frena su via Marconi, non comprendiamo perché non voglia riesaminare le strutture assistenziali di via von Comini e via Macello”.
CNA SHV chiede di sviluppare una sinergia con i comuni limitrofi: “Bolzano non può essere anche il capoluogo dell’accoglienza. Questo modello sociale deve essere condiviso con l’intero territorio provinciale, a cominciare dai centri urbani del comprensorio di Bolzano”.

 Foto, Claudio Corrarati

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