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Terapie domiciliari, l’avvocato Grimaldi a Bolzano: “La Provincia sapeva, ma non ci ha coinvolto”

12 Settembre 2021

Terapie domiciliari, l’avvocato Grimaldi a Bolzano: “La Provincia sapeva, ma non ci ha coinvolto”

“I detrattori ci rinfacciano di avere assistito persone giovani che sarebbero guarite spontaneamente oppure che non esistono studi randomizzati sulle terapie domiciliari nella fase precoce della malattia. Sono esterrefatto: da 18 mesi chiedo alle Istituzioni di ascoltare tutti i medici che curano il Covid ai primi sintomi e di produrre tali studi. Avrei dovuto confrontarmi con il Ministro Speranza l’1 settembre, ma l’incontro è stato rinviato”. Ieri pomeriggio diverse centinaia di persone hanno ascoltato, sui Prati del Talvera di Bolzano, la Conferenza Territoriale dell’avvocato Erich Grimaldi, fondatore e presidente del Comitato Cura Domiciliare Covid19 e dell’UCDL (Unione per le Cure, i Diritti e le Libertà). Per due ore e mezzo il gruppo di volontari (che coinvolge complessivamente circa due milioni di persone) ha descritto la propria opera. La rete che il legale ha costituito, a partire da marzo 2020, conta ora un migliaio di medici: “A causa del perdurare dell’emergenza non ci è stato possibile realizzare una pubblicazione scientifica, prima d’ora. Ci siamo occupati giorno e notte dei malati, abbandonati a casa e lasciati al triste destino della “tachipirina e vigile attesa”. A proposito: dove sono gli studi randomizzati che dimostrano invece l’efficacia del paracetamolo e della vigilante attesa, contro il Covid?”. I problemi principali riscontrati dai gruppi delle terapie domiciliari sono infatti molteplici. Sul piano etico non è possibile elaborare uno studio randomizzato nel pieno di una pandemia. Non solo: “La mole di casi è stata tale da non averci dato la possibilità di raccogliere tutte le informazioni”. Ora, però, la situazione potrebbe cambiare. Come precisato dallo stesso avvocato: “Il gruppo di lavoro coordinato dal professor Serafino Fazio è riuscito, negli ultimi mesi, a raccogliere i dati necessari a produrre uno studio, ormai in fase di pubblicazione”. Seguiranno -promette il legale- ulteriori pubblicazioni. “Il 9 marzo scorso dissi al sottosegretario Sileri: “Quando verrà pubblicato il nostro lavoro chi si assumerà le responsabilità di tutti gli errori commessi? È umano averli commessi durante la primavera del 2020, poi non più”. Prima di cedere la parola ai medici e ai loro pazienti, l’avvocato ha affrontato le tematiche della libertà di stampa e del mancato utilizzo dei monoclonali (l’approfondimento: https://www.buongiornosuedtirol.it/2021/07/esclusivo-monoclonali-il-tar-accoglie-listanza-del-comitato-cura-domiciliare-covid-19/). “Il 29 giugno scorso abbiamo organizzato dei presidi davanti a tutte le sedi regionali della Rai, che non ci invita mai alle sue trasmissioni, negando il pluralismo e qualsiasi contraddittorio. Il Ministero dell’economia e delle finanze detiene il 99,5% delle azioni della Rai. Mi domando: si tratta di una tv pubblica o di Stato? Nelle ultime settimane abbiamo subito attacchi ignobili, tant’è che è partito subito un esposto alla vigilanza Rai, all’Ordine dei giornalisti e alla Procura. Un giornalista ha diffuso, banalizzandolo, il nostro schema terapeutico, che viene adattato alle esigenze del singolo paziente: la sua pubblicazione cagiona un danno enorme ai cittadini, in quanto incentiva le cure “fai da te””. Lo schema terapeutico (il nostro approfondimento del 14 gennaio scorso: https://www.buongiornosuedtirol.it/2021/01/nasce-lo-schema-terapeutico-terapie-domiciliari-covid-19/) era stato validato anche dai luminari statunitensi Peter Andrew McCullough (l’intervista del 24 giugno: https://www.buongiornosuedtirol.it/2021/06/esclusivo-covid-cure-e-vaccini-parla-il-luminare-peter-andrew-mccullough/) e Harvey Risch (il servizio del 24 agosto: https://www.buongiornosuedtirol.it/2021/08/esclusivo-lepidemiologo-harvey-risch-il-virus-non-se-ne-andra-bisogna-curare-ai-primi-sintomi/). Sul palco ha infine preso la parola la dottoressa Cristina Zanella, coraggiosa ginecologa bolzanina, da sempre vicina alle associazioni fondate dall’avvocato Grimaldi: “Durante la prima ondata avevo messo al corrente delle varie soluzioni terapeutiche proposte dal gruppo di terapia domiciliare il Consigliere provinciale Riccardo Dello Sbarba, che stimo e conosco personalmente. Inoltre avevo provato successivamente a sensibilizzare l’Assessore provinciale Thomas Widmann. Purtroppo, in entrambe le circostanze, non se ne è fatto nulla”. Grazie alla dottoressa Zanella e all’avvocato Grimaldi i vertici della Provincia Autonoma di Bolzano erano stati informati da tempo sull’esistenza delle terapie domiciliari: resta tuttavia un mistero il motivo per cui le Istituzioni locali non abbiano mai voluto approfondire la tematica, coinvolgendo gli specialisti del Comitato. Oltre alle testimonianze degli altri sanitari (provenienti anche da fuori Regione) e dei pazienti da loro guariti, è intervenuta la giornalista Mediaset, Angela Camuso, inviata del programma “Fuori dal coro” e autrice del libro “La vita che ci state rubando” (la nostra intervista di fine gennaio: https://www.buongiornosuedtirol.it/2021/01/esclusivo-covid-e-cure-negate-la-giornalista-angela-camuso-vi-racconto-la-mia-inchiesta/). “I medici veri sono stati ridicolizzati e denigrati e, per contro, la maggior parte dei morti Covid non è stata curata tempestivamente. Se qualcuno contesta ciò che dico venga a dirmelo: ho un dossier completo in cui è riportata tutta la verità sui dati”. Dossier di cui è al corrente anche l’avvocato Grimaldi: “Siamo prossimi a denunciare tutto alla Procura”, rivela il legale. Ha proseguito la giornalista: “I mass media giocano con la realtà e con i numeri, che ci vengono serviti sulla base di quanto fa comodo a loro. Il problema più serio riguarda la nostra libertà. Adesso è stato fatto credere che i possessori del Green Pass e i vaccinati siano immuni dal virus, quando in realtà non è affatto così. Il vaccino protegge dalla forma grave, ma non blocca le infezioni. Il potere ha capito che la gente sta iniziando a riflettere su ciò che sta accadendo, perciò alimenta divisioni tra la popolazione, mettendo gli uni contro gli altri, vaccinati contro non vaccinati. Il Covid si può curare: questo deve essere il nostro mantra. Se il popolo viene privato della conoscenza, non ci può essere la libertà”. Altro argomento fortemente dibattuto: quello sull’ivermectina, l’antiparassitario prescritto contro il Covid in modalità off-label. “Media ed esperti a vario titolo sostengono che questo farmaco può essere somministrato solo ai cavalli ed è l’ennesima bugia”, hanno ripetuto all’unisono Grimaldi e Camuso. “L’ivermectina esiste sia per uso veterinario, sia per uso umano: l’Iverscab è un farmaco approvato e commercializzato regolarmente per gli umani (fonte ufficiale: https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2021-05-20&atto.codiceRedazionale=21A02958&elenco30giorni=false). Contro il Covid viene somministrato in modalità off-label, perché ha dato ottimi risultati”, ha puntualizzato il legale. Chi desidera conoscere tutti gli studi sull’ivermectina contro il Covid può consultare la fonte ufficiale: https://ivmmeta.com/ (attualmente gli studi totali sono addirittura 63, di cui 45 in Peer-reviewed e 31 randomizzati). L’avvocato Grimaldi ha terminato l’evento presentando la web app, denominata TDC19: “Garantirà il contatto paziente Covid/medico e si potrà installare comodamente dal sito. Dispone di un pannello di controllo separato dal resto del sito, oltre a 100 funzioni molto utili per la gestione dei casi dei pazienti e per raccogliere, secondo la normativa di settore, i dati per la ricerca scientifica. L’innovativa applicazione sarà dotata anche di un social network integrato ovvero di una vera e propria community virtuale, ad uso esclusivo dei soci del Comitato. Si tratta di un ulteriore dono per contrastare l’emergenza, dono che il Comitato Cura Domiciliare Covid19 ha inteso offrire a tutti, vecchi e nuovi soci. Rappresenta un progetto all’avanguardia, realizzato grazie alla passione e all’amore dei volontari del gruppo”.

Foto, Erich Grimaldi a Bolzano/c-Studio Ermes di Francesco Servadio

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