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Il QUINTETTO ATHESIS ad ALA e BACCHETTI con ORCHESTRA HAYDN diretta da TJEKNAVORIAN al Teatro Zandonai di Rovereto

22 Settembre 2021

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Il QUINTETTO ATHESIS ad ALA e BACCHETTI con ORCHESTRA HAYDN diretta da TJEKNAVORIAN al Teatro Zandonai di Rovereto

Settimana mozartiana 2021.

UNA DEGNA CONCLUSIONE

di Fulvio Zanoni (musicista) 

I due appuntamenti concertistici che domenica scorsa hanno felicemente concluso la trentesima edizione della Settimana mozartiana, curata anche quest’anno da Marvi Zanoni, erano di particolare rilievo.

Nel pomeriggio, al palazzo Pizzini di Ala, si esibiva il Quintetto Athesis; in serata, al teatro Zandonai, il pianista Andrea Bacchetti con l’Orchestra Haydn.

A conferma della curiosa rete di intrecci, correlazioni, suggestioni che hanno caratterizzato gli appuntamenti della densa settimana musicale, ad Ala abbiamo ascoltato il Quintetto K581 “Stadler” di Mozart e subito dopo il Quintetto op.115 di Brahms, da quello ispirato (come sappiamo dallo stesso Brahms). Allo Zandonai ci siamo invece deliziati con il Concerto KV 537 subito seguito dalla VII Sinfonia di Beethoven, creazioni nate da audace urgenza di approfondimento e di sperimentazione dei due autori.

Quanto agli interpreti, attestiamo l’eccellenza assoluta: il Quintetto Athesis va senz’altro ascritto tra le formazioni leader del genere; il pianista Bacchetti, inappuntabile fautore di un Mozart nitidissimo e asciutto, con i due corposi bis (Preludi e fughe) impostigli a gran voce dal pubblico entusiasta si è confermato maestro assoluto dell’interpretazione bachiana.

Un caldo elogio merita anche l’Orchestra Haydn, magistralmente diretta dal giovanissimo talento viennese Emmanuel Tjeknavorian, che proprio in questi giorni è sul palco della Scala di Milano in qualità di virtuoso violinista.

I motivi prudenziali legati alla pandemia non consentono ancora i teatri strapieni di un tempo, e tuttavia l’entusiasmo del privilegiato pubblico che ha animato le serate appare un bel segnale di ottimismo per le prossime edizioni.

“I Mozart a Roveredo si sentivano a casa”, amava dire compiaciuto il compianto prof. Angermüller direttore del Mozarteum di Salisburgo; ad onta di chi rema contro, forse è ancora così.

 

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