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Dioniso a Merano, la bellezza del vino

8 Settembre 2021

Dioniso a Merano, la bellezza del vino

Nella splendida cornice della Sala Civica di Merano, Cecilia Mauro del Circolo Culturale Meranese, ha introdotto l’evento “La bellezza del mondo del vino”.
In vino veritas per i Romani,  ovvero nel vino si cela la verità dell’animo dopo una bevuta magari abbondante. L’accezione però non ha subito valenza negativa visto che tale verità in origine ebbe un significato di purificazione. Il vino aiutava a raggiungere un passaggio di stato dell’anima, Dioniso del resto fu divinità complessa, dedita alla raccolta dei campi, cardine d’una vita agiata.
Il culto del Dio mutò con il “romano Bacco”. Questo splendido incipit ha deliziato il palato culturale della platea riunitasi nella Sala Civica di Merano. Quasi pareva di camminare tra le vigne di Bolgheri ascoltando i relatori della conferenza “la bellezza nel mondo del vino”, ovvero il dr. ALDO CLEMENTI e il dr. MARCO FILIPPESCHI. I due esperti hanno illustrato con competenza straordinaria  l’approccio (“fisico” e culturale) al vino, la sua degustazione attraverso i cinque sensi, le proprietà organolettiche che lo contraddistinguono, i benefici che ne derivano.
Il dr. Clementi ha raccontato il viaggio del vino nei secoli, un ritaglio di ciò che la bevanda ha offerto alle generazioni umane. Da pozione a nettare degli dei, da bevanda atta ai festeggiamenti o dove affogare i dolori. In mezzo sempre una lavorazione costante, un rapporto uomo-natura-prodotto che ci arriva in tavola da millenni. Vino che accompagna una cena romantica, quasi tornando alla primordiale unione che genera vita, incarnata dalla vite, una pianta che simboleggia la fecondità e l’abbondanza.
Dal calice all’anfora, passando dalle moderne botti di Suvereto (Toscana) alle vigne altoatesine fino alle lavorazioni scientifiche di Bolgheri (Toscana), che conserva un “DOC” unico e prestigioso, rappresentato dal Dr. Marco Filippeschi, che ha incarnato la tradizione toscana alla perfezione. Bolgheri è patria vinicola quanto culturale, il Carducci visse in loco. I cipressi colpirono il poeta che non esitò a comporre dei versi che caratterizzano da quasi due secoli la cultura italiana.

…”I cipressi che a Bolgheri alti e schietti

Van da San Guido in duplice filar,

Quasi in corsa giganti giovinetti,

Mi balzarono incontro e mi guardar.”…*

Il vino incarna la bellezza, mette l’anima a nudo e porta in dimensioni particolari, introspettive. Lo credevano gli antichi che iniziarono appunto a classificarlo per gusto, odore e molto altro. Clementi lo ha descritto molto bene, i cinque sensi più un sesto, dato dal retrogusto che passa appunto dietro al naso ed invade mente e corpo. Un calice di buon vino si degusta lentamente, assaporando ogni sorso, in questo modo si stabilisce un contatto con Dionisio. Si possono chiudere gli occhi e “sentire” le uve, oltre agli aromi che creano un dialogo con Bacco, profondo che batte su tutta la lingua, partendo dalla “dolce” punta.
Il vino è cultura ed il Circolo Culturale di Merano, con questa iniziativa ha deciso di portare a Merano l’essenza di Dioniso: d’ora in poi infatti gustare ed annusare un bicchiere di vino non sarà più la stessa cosa.

*L’ode Davanti a San Guido, pubblicata nelle Rime Nuove (libro V) dal poeta e scrittore Giosuè Carducci

Vicedirettore di Buongiorno Suedtirol e responsabile di BsEvents&Style. Si occupa di marketing e pubblicità per la testata. Giornalista, scrive d’economia, esteri, politica locale e nazionale. Fondatore di BsEvents&Style.
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