Diocesi Bolzano Bressanone. Muser e il nuovo anno pastorale, tre strade per agire nella comunità

19 Settembre 2021

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Diocesi Bolzano Bressanone. Muser e il nuovo anno pastorale, tre strade per agire nella comunità

“Impariamo ad apprezzare la nostra Chiesa nella sua nuova veste: una comunità umile che testimonia la vicinanza di Dio alle persone, una comunità attenta ai bisogni, che serve ed è vicina al prossimo attraverso la condivisione. Saremo una Chiesa che ha messo da parte il dolore del passato e ha trovato conforto e speranza nelle promesse di Cristo”: è un passaggio della relazione programmatica del vescovo Ivo Muser che ieri (18 settembre) ha aperto a Bressanone il nuovo anno pastorale diocesano 2021/22.
Al centro della seconda giornata del Convegno pastorale che segna l’avvio del nuovo anno di lavoro della Chiesa altoatesina è stata la relazione programmatica del vescovo Ivo Muser che ha anticipato le linee dell’anno pastorale 2021/22. Tre gli accenti concreti legati al tema annuale “Vicini e assieme”: le elezioni dei consigli parrocchiali, il lavoro sulla Sacra Scrittura, l’attività caritativa, che danno forma alla Chiesa locale nelle parrocchie.
Il vescovo ha ricordato che il 24 ottobre ci saranno le elezioni dei nuovi consigli parrocchiali “che esprimono la concretezza di una chiesa sinodale in cui si vive la comunità, la partecipazione e la missione.” Da qui il suo invito a partecipare attivamente, “ad aprire i nostri cuori ai bisogni e alle necessità del nostro tempo, per trovare strade nuove che rendano le nostre parrocchie vive, per dare testimonianza credibile di vicinanza al nostro prossimo.” Il presule ha poi ricordato che una settimana prima, il 17 ottobre, si apre la fase diocesana del Sinodo dei vescovi, primo step di un processo che si concluderà a livello di Chiesa universale a Roma nell’autunno 2023. “Questo cammino – ha detto Muser – è un’occasione per riprendere in mano i risultati del nostro Sinodo diocesano, per vedere dove abbiamo già compiuto passi in avanti e dove c’è ancora bisogno di agire affinché le nostre parrocchie e comunità possano diventare operatori di una Chiesa missionaria.”
Il secondo accento del nuovo anno riguarda lo studio delle Sacre Scritture, “per entrare in contatto con Dio e prendere coscienza della sua vicinanza. Perciò vorrei incoraggiarvi a formare, non solo nelle vostre parrocchie, associazioni e comunità, ma anche nelle vostre cerchie di amici e conoscenti, piccole comunità cristiane che si riuniscano intorno alla lettura e alla condivisione della Bibbia”, ha invitato il vescovo. Meditando insieme un passo della Bibbia, infatti, “si può sperimentare la vicinanza di Dio con lo sguardo alle concrete circostanze di vita. Qui le persone sono incoraggiate a prendersi cura l’una dell’altra e a portare il loro contributo nella comunità.”
Il terzo accento del tema annuale è dedicato alla Caritas parrocchiale come contributo alla comunità: “La parola chiave ‘assieme’ richiama – così Muser – la visione di una Chiesa in cui tutti possono partecipare alla vita della parrocchia con i propri talenti, per costruire assieme il bene comune. Qui la Caritas parrocchiale gioca un ruolo importante, e proprio in questo anno pastorale possiamo celebrare il suo 30° anniversario, insieme a quello del servizio di volontariato. Si tratta di motivare le persone a mettersi a disposizione gli uni degli altri, concentrando la nostra attenzione su coloro che hanno più bisogno della nostra vicinanza.” E il Vescovo ha ribadito che “la capacità di percepire e alleviare la solitudine del nostro prossimo è un indicatore chiave della salute della nostra comunità.”
Nella sua relazione monsignor Muser ha poi voluto rimarcare altri tre punti importanti connessi con il tema diocesano: l’assistenza ai malati e ai morenti, la preparazione ai sacramenti e la responsabilità per il Creato. Ha ricordato che la pandemia ha reso la società molto sensibile alla tematica del fine vita, un argomento che assume una dimensione completamente nuova attraverso i dibattiti sull’eutanasia e il suicidio assistito. “Nel decidere la direzione da seguire, dobbiamo scegliere la vita”, ha premesso Muser. Soprattutto “scegliendo incondizionatamente di portare vicinanza. Nessun essere umano dovrebbe essere lasciato solo. Come cristiani è nostro compito testimoniare la vicinanza e l’amore di Dio, che supera anche la morte, sfruttando tutte le possibilità per alleviare la sofferenza fisica e psichica, avvalendoci di ogni concreta modalità per includere socialmente le persone e per accompagnarle spiritualmente. Ma anche accettando i limiti della medicina: vuol dire non sottoporre nessuno a terapie non volute, vuol dire desistere se un trattamento non raggiunge più il suo scopo. In ogni caso, non dobbiamo permetterci di condannare nessuno per le sue decisioni e per la sua sofferenza.”
Il vescovo ha poi fatto il punto sul nuovo percorso di preparazione della Cresima, che si sta già attuando in alcune unità pastorali: i giovani, nel giorno in cui riceveranno la Cresima, dovranno avere almeno 16 anni e un anno di preparazione: “Vogliamo riscoprire l’importanza di prepararsi ai sacramenti, che sono celebrazioni della nostra fede. Sono molti i genitori che chiedono il battesimo del loro bambino per un senso di tradizione, sebbene abbiano preso le distanze dalla fede e soprattutto dalla comunità della Chiesa. Da qui il mio appello e la preghiera a tutti: riconosciamo e facciamo nostra la responsabilità per la preparazione e la celebrazione dei sacramenti”, ha specificato il Vescovo
Infine l’accento sulla responsabilità per il Creato: “Questa scelta obbligata, il grido della creazione e il grido dei poveri hanno davvero raggiunto i nostri cuori?”, si è domandato Muser. “Si tratta di preservare i mezzi di sussistenza di milioni di persone. Papa Francesco ce lo ha chiarito in modo inequivocabile nella sua enciclica Laudato si’: la responsabilità per il Creato è responsabilità per i nostri simili. Non si tratta di correggere esternamente il modello di vita e di economia prevalente, ma di operare una conversione che coinvolga la persona intera e la gestione responsabile della grande opera della Creazione. Chi, se non noi cristiani, dovrebbe dare oggi il buon esempio?”, ha concluso il vescovo.

In foto. Il vescovo Ivo

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