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Bolzano. Manal poteva essere salvata: Corte d’Appello conferma la condanna dell’istituto scolastico

20 Settembre 2021

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Bolzano. Manal poteva essere salvata: Corte d’Appello conferma la condanna dell’istituto scolastico

Manal, la bambina di 7 anni deceduta nel 2009 dopo lo scontro con un’altra alunna nel cortile della scuola primaria «Martin Luther King» di Bolzano, avrebbe potuto essere salvata se fosse stato chiamato subito il 118 come era legittimo pretendere dalle due insegnanti in servizio di sorveglianza durante la pausa.
A confermarlo è la sentenza n. 133/2021 della Corte d’Appello di Trento – Sezione distaccata di Bolzano.
Già due anni prima, il Tribunale di Bolzano due anni prima si era pronunciato in tal senso condannando la Provincia Autonoma di Bolzano e l’Istituto Comprensivo «Bolzano – Europa 2» a risarcire i famigliari della bambina dei danni patiti di 1 milione di euro.
La Corte d’Appello ha quindi aderito alla tesi dei legali della famiglia della piccola, gli avvocati Paolo Corti e Christian Dorigatti di IOOS Studio Legale e Tributario di Bolzano, riconoscendo che fra il momento immediatamente successivo al trauma e la consegna dell’allieva ai genitori, la scuola non ha adempiuto all’obbligo di protezione dell’allieva medesima attraverso una corretta gestione dell’emergenza.
Per una corretta gestione dell’emergenza sarebbe stato sufficiente contattare il 118 fornendo tutte le informazioni sulle circostanze del caso, utili alla valutazione della situazione da parte di personale medico”, come del resto previsto dal “Vademecum INAIL per gli addetti al primo soccorso e alle emergenze nelle scuole che a pag. 18 e a pag. 35 prevede per gli addetti al primo soccorso di effettuare il prima possibile una telefonata al 118 per attivare la catena del soccorso e definisce il trauma cranico un’emergenza che richiede sempre la chiamata al 118 (pag. 58)”.
La pronuncia ha soddisfatto gli avvocati Corti e Dorigatti, ma soprattutto i famigliari della compianta Manal, che hanno visto ribadito categoricamente come la responsabilità dell’accaduto sia da addebitare in via esclusiva al personale insegnante presente al tragico incidente e in alcun modo ai genitori della bambina, che non sono stati avvisati del fatto che la figlia si fosse scontrata battendo la testa.

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