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ESCLUSIVO. L’epidemiologo Harvey Risch: “Il virus non se ne andrà, bisogna curare ai primi sintomi”

24 Agosto 2021

ESCLUSIVO. L’epidemiologo Harvey Risch: “Il virus non se ne andrà, bisogna curare ai primi sintomi”

Il 6 agosto 2020 The American Journal of Medicine pubblicò l’imponente studio (aggiornato in Reviews in Cardiovascular Medicine: https://rcm.imrpress.com/EN/10.31083/j.rcm.2020.04.264) “Pathophysiological Basis and Rationale for Early Outpatient Treatment of SARS-CoV-2 (COVID-19) Infection” (il link: https://www.amjmed.com/article/S0002-9343(20)30673-2/fulltext), che rappresenta il primo, grandissimo lavoro sull’importanza delle cure domiciliari precoci contro il Covid. Tra gli autori, tutti di alto profilo, i luminari Peter Andrew McCullough (già intervistato dal nostro giornale: http://ESCLUSIVO. Covid, cure e vaccini: parla il luminare Peter Andrew McCullough – BGS News – Buongiorno Südtirol (buongiornosuedtirol.it)) e Harvey Risch, i quali hanno “benedetto”, nel gennaio 2021, lo schema terapeutico elaborato dai medici del Comitato Cura Domiciliare, fondato e presieduto dall’avvocato Erich Grimaldi (il nostro approfondimento: https://www.buongiornosuedtirol.it/2021/01/nasce-lo-schema-terapeutico-terapie-domiciliari-covid-19/). Professore di Epidemiologia presso il Dipartimento di Epidemiologia delle Malattie Croniche della Yale School of Public Health di New Haven (nello Stato del Connecticut), Harvey Risch è uno dei massimi esperti mondiali sul trattamento tempestivo contro il virus. Epidemiologo pluripremiato con oltre 30 anni di esperienza nella ricerca sull’eziologia del cancro, è membro della Society for Epidemiological Research dal 1982, dell’American Society of Preventive Oncology dal 1984 ed è eletto Fellow of the American College of Epidemiology dal 1991. Il professor Risch ha conseguito, nel 1972, il Bachelor of Science in matematica e biologia al California Institute of Technology e completato la formazione medica presso l’UC San Diego School of Medicine nel 1976. Nel 1980 ha conseguito un dottorato di ricerca in biomatematica alla University of Chicago e nel 1983 si è trasferito alla University of Toronto (dove è stato dapprima assistente e poi professore associato), prima di diventare professore di Epidemiologia alla Yale School of Public Health, nel 2001. Vanta un h-index di 95, ha pubblicato più di 350 articoli di ricerca originali sottoposti a revisione paritaria, con oltre 44 mila citazioni di pubblicazioni. Per quanto riguarda il Covid, nel maggio 2020 ha pubblicato il seguente documento sull’American Journal of Epidemiology: https://academic.oup.com/aje/article/189/11/1218/5847586 (scaricato oltre 89 mila volte e visualizzato da 141 mila utenti). Il professore è stato inoltre autore senior dello studio clinico ambulatoriale, in Brasile: https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1477893920304026?via%3Dihub.
 
Professore, com’è la situazione epidemiologica nel mondo? I vaccini contro il Covid si stanno rivelando efficaci?
“Non molto. Riducono l’infezione circa due settimane dopo la somministrazione della seconda dose, fino a sei mesi circa. Aumentano i casi di infezione prima della fine delle prime due settimane e perdono efficacia dopo sei mesi. Sono molto meno efficaci contro la variante Delta. Si sono verificate numerose infezioni causate dalla variante Delta nelle persone vaccinate: una percentuale apprezzabile è risultata grave ed è stata ricoverata. I vaccini genetici non sono “sterilizzanti” e accrescono la presenza di ceppi mutanti in grado di resistere all’immunità vaccinale. Questo perché i vaccini generano immunità solo per una parte del virus, mentre l’infezione naturale e l’immunità risultante generano l’immunità per oltre venti parti del virus ed è molto più difficile che il virus muti per sfuggire a tale immunità. In effetti, i vaccini favoriscono ripetuti ceppi di mutazioni resistenti che prolungano la pandemia. Ciò non si sarebbe verificato con un’immunità naturale diffusa”.
 
Perché Lei ha criticato aspramente i vaccini anti-Covid?
“Per i motivi che Le ho illustrato in precedenza. I vaccini possono svolgere un ruolo nelle persone ad alto rischio di esiti negativi del Covid, ma non nella stragrande maggioranza delle persone sane”.
 
Il vaccino anti-Covid produce un’immunità sterilizzante altamente efficace (ovvero blocca la trasmissione dell’infezione, con conseguente riduzione del contagio)?
“No, per niente”.
 
Perché, in Occidente, non esistono ancora i vaccini tradizionali?
“Il virus muta rapidamente e facilmente. Nei primi mesi gli scienziati avevano catalogato più di 4 mila mutazioni. Due società (Novavax e CoVLP) stanno sviluppando vaccini più tradizionali che non utilizzano la tecnologia dell’mRNA o del DNA. Resta da vedere quanto si riveleranno efficaci contro la Delta e i ceppi successivi”.
 
Lei ha condiviso, insieme al professor McCullough, lo schema terapeutico proposto dai medici del Comitato Cura Domiciliare dell’avvocato Grimaldi. Perché?
“Il trattamento precoce ambulatoriale con idrossiclorochina, ivermectina e altri farmaci funziona molto bene se iniziato entro i primi cinque giorni dall’insorgenza dei sintomi. Il gruppo di medici italiani ha riscontrato questa efficacia nei propri pazienti trattati”.
 
Perché le cure domiciliari precoci sono state ostacolate?“Se il trattamento precoce con farmaci generici poco costosi funziona, ci sono poche ragioni per usare vaccini o altri farmaci costosi”. 
 
Nessuno parla dell’Africa: com’è la situazione epidemiologica del continente? Quali farmaci sono stati utilizzati?
“Penso sia difficile conoscere quella realtà nelle sue dimensioni effettive”.
 
La FDA (Food and Drug Administration) ha concesso l’approvazione del vaccino Pfizer-BioNTech (i dettagli: https://www.fda.gov/news-events/press-announcements/fda-approves-first-covid-19-vaccine). Perché così rapidamente? Qual è il Suo parere, al riguardo?
“Corruzione spregevole. Legga l’editoriale del dottor Peter Doshi, pubblicato sul British Medical Journal”: https://blogs.bmj.com/bmj/2021/08/23/does-the-fda-think-these-data-justify-the-first-full-approval-of-a-covid-19-vaccine/
 
In Italia gli operatori sanitari sono obbligati a vaccinarsi e la percentuale complessiva di persone vaccinate è molto elevata: che cosa ne pensa?
“Dobbiamo aspettare per vedere cosa accadrà nel tempo alle persone vaccinate”.
 
Quando finirà la pandemia?
“La circolazione di SARS-CoV-2 non finirà mai. Tuttavia il virus diventerà sempre più debole attraverso i nuovi ceppi. La pandemia si ridurrà più velocemente quando le persone smetteranno di farsi somministrare i vaccini di richiamo e tratteranno semplicemente le loro infezioni con idrossiclorochina, ivermectina e altri farmaci”.

Foto, Harvey Risch/c-Hi-Res Photo

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