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Italiani contagiati all’estero chiedono aiuto al Comitato Cura Domiciliare

15 Luglio 2021

Italiani contagiati all’estero chiedono aiuto al Comitato Cura Domiciliare

Si moltiplicano le richieste di aiuto di nostri connazionali contagiati all’estero e rimasti bloccati nelle rispettive località. Per alcuni di essi la disavventura si è trasformata in un incubo. Malati, abbandonati a se stessi e privi di assistenza medica: è quanto denuncia il Comitato Cura Domiciliare Covid-19, fondato e presieduto dall’avvocato Erich Grimaldi, il quale si batte da un anno e mezzo per modificare le linee guida ministeriali relative al trattamento domiciliare contro il Covid. Si legge nel comunicato dell’associazione: “Un gruppo di 15 giovani di Pescara è bloccato in hotel a Corfù (Grecia), dopo che sei di loro sono risultati positivi al Covid. I giovanissimi, dopo aver effettuato il test, sono stati visitati in ospedale e trasferiti in un Covid Hotel con l’indicazione di assumere paracetamolo al bisogno”. Ad averlo raccontato al gruppo delle terapie domiciliari i genitori di tre giovani positivi. “Grazie ai farmacisti del gruppo e ai medici, i farmaci utili saranno a breve consegnati in hotel -ha sottolineato il legale Erich Grimaldi- ovvero integratori e antinfiammatori. Grazie al professore greco Giannoulopoulos, che fa parte della nostra rete, stiamo per far recapitare, ai ragazzi, antibiotici e altro per cui era necessaria la ricetta”. Precisa l’avvocato: “Oltre ai 6 positivi, nello stesso hotel sono alloggiati anche altri 8 giovani, componenti della stessa comitiva, in quarantena fiduciaria, mentre uno di loro è libero poiché dotato di Green Pass. Inoltre, ad essersi rivolta al Comitato dopo la positività al tampone, è stata anche una donna italiana da Atene e così pure un’altra cittadina italiana sintomatica, bloccata a Cipro da oltre due settimane, ma ancora in attesa di sottoporsi al tampone”. Ancora una volta il gruppo delle terapie domiciliari precoci è “costretto” a sostituirsi al Governo al fine di soccorrere con il sistema delle cure domiciliari tempestive i malati Covid. Paradossalmente, in questo periodo, le richieste di soccorso non provengono soltanto dall’Italia, ma da mezzo mondo: “ Stiamo rispondendo a tutte le richieste di aiuto provenienti anche dall’estero”, ha spiegato Erich Grimaldi. “Dopo Malta, dove sono arrivate altre venti richieste d’aiuto, Spagna e Regno Unito, ne abbiamo ricevute anche tre da Dubai, per le quali ci stiamo attivando”. Per la portavoce del Comitato, Valentina Rigano, “quanto sta accadendo in queste ore e la capacità del Comitato di rispondere a un’esigenza tempestiva sono la dimostrazione di un anno di battaglia, quella di chi tenta semplicemente di dare voce a chi si attiva e cura”. Conclude amaramente l’avvocato Grimaldi: “Se l’Italia non era pronta a supportare gli Italiani all’estero, avrebbe dovuto limitare le partenze ed evitare inutili angosce ai familiari dei ragazzi”.

Foto, fonte UCDL e Comitato Cura Domiciliare Covid19

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